L’assistenza militare a Zelensky ha generato fin da subito una serie di problemi e di effetti collaterali in tutti i Paesi che lo stanno aiutando. Dal traffico in armi sul mercato nero agli scandali finanziari, fino alle ricadute elettorali e politiche. Adesso sono sotto accusa in Slovacchia l’ex premier Eduard Heger e l’ex ministro della Difesa Jaroslav Naď per la cessione a Kiev dell’intera flotta nazionale di jet da combattimento MiG-29, tredici in tutti. Come riferisce il sito Strumenti Politici, il segretario di Stato alla Difesa Igor Melicher li accusa di sabotaggio, di abuso di potere e di violazione nella gestione di proprietà statale. Inoltre attribuisce loro la terribile colpa di aver sostanzialmente tradito la patria. Infatti i due politici hanno di fatto disarmato il Paese “meglio di come avrebbe potuto fare qualunque altro nemico”. Dando tutti i caccia, hanno lasciato lo spazio aereo nazionale senza difesa, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. L’attuale del ministro Difesa Robert Kaliňák ha rincarato la dose, dicendo che hanno violato la Costituzione pur di indebolire le Forze armate e quindi tradire la Slovacchia. Infatti quel governo era soltanto provvisorio e non poteva prendere decisioni importanti, in particolare sulla politica estera. Le sue facoltà erano limitate e non ha nemmeno chiesto il parere o il voto del Parlamento, che peraltro lo aveva sfiduciato qualche tempo prima. Gli accusatori mettono anche in dubbio che l’ex primo ministro abbia davvero disposto un’analisi legale sulla questione e ottenuto una consultazione favorevole da parte dei giuristi. Mancherebbero persino le controfirme necessarie a livello formale per rendere valida quella decisione. Melicher ha raccolto il materiale accusatorio in quattro dossier che ha presentato agli inquirenti.
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