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Attualità | 29 maggio 2025, 10:15

Cuneo, sui cedri di piazza Europa gli ambientalisti non mollano: presentato un nuovo ricorso al TAR

Legambiente, Pro Natura e Di Piazza in Piazza tornano alla carica, puntando il dito non sul progetto ma sull’amministrazione, che abbatte le piante senza un valido motivo

Le associazioni in una manifestazione di piazza dello scorso febbraio

Le associazioni in una manifestazione di piazza dello scorso febbraio

Non è finito il “tiro alla fune” tra associazioni ambientaliste e cittadini contrari all’abbattimento dei cedri dell’Atlante di piazza Europa a Cuneo e l’amministrazione comunale in merito al progetto di riqualificazione dell’area. Dopo la conclusione – in senso negativo, per le associazioni – della causa civile avanzata con l’intenzione di bloccare il progetto “reo” di cancellare le dieci piante attualmente presenti per sostituirle con nuove alberature il focolaio dello scontro più acceso nella città capoluogo pareva essersi ormai del tutto soffocato. E invece.

Bruno Piacenza di Legambiente, Domenico Sanino di Pro Natura e Armanda Bellazzini dell’associazione Di Piazza in Piazza hanno prodotto una lettera in cui segnalano il nuovo ricorso al TAR lanciato il 23 maggio scorso, sottolineando una volta di più come l’abbattimento delle piante di piazza Europa sia un atto lesivo del diritto sancito dalla Costituzione a un ambiente salubre. Ricorso non più incentrato sul progetto in sé – essendo scaduti i termini per poterlo impugnare – ma sul fatto che l’amministrazione comunale non abbia mai fornito una motivazione specifica dietro la decisione di abbattere le piante, e abbia proseguito ad approvare il progetto definitivo della riqualificazione della piazza a precedente causa civile ancora in corso.

Con il ricorso al Tar intendiamo rispettare l’impegno assunto nei confronti dei cittadini di fare tutto il possibile per salvare i cedri di piazza Europa – si legge nella lettera -. Nel contempo intendiamo anche ribadire l’importanza del verde urbano per la salute e il benessere presente e futuro degli abitanti di ogni città. Cerchiamo, anche attraverso le vie legali, di contribuire al cambiamento di una mentalità predatoria nei confronti dell’ambiente naturale che troppo spesso soccombe per interessi particolari o per un eccesso di potere amministrativo”.

Simone Giraudi

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