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Attualità | 01 agosto 2025, 05:56

“Diario della Salute”, il progetto dell'Asl Cn2 che aiuta i preadolescenti a crescere: "Così nasce una rete educativa con famiglie e insegnanti"

Laura Marinaro, responsabile del Servizio Promozione della Salute e Giulia Picciotto, referente dello stesso servizio per l’Asl Cn2 ci raccontano la storia dell'iniziativa e le sue finalità: “Sviluppiamo le life skills per prevenire il disagio e promuovere il benessere”

“Diario della Salute”, il progetto dell'Asl Cn2 che aiuta i preadolescenti a crescere: "Così nasce una rete educativa con famiglie e insegnanti"

È attivo da tredici anni, ha ricevuto premi, riconoscimenti scientifici e una recente validazione regionale come Buona Pratica Trasferibile. Ma soprattutto continua a crescere, coinvolgendo scuole, operatori sanitari, docenti e famiglie. “Diario della Salute. Percorsi di promozione del benessere tra i pre-adolescenti” è un progetto rivolto agli studenti delle seconde classi della scuola secondaria di primo grado, con l’obiettivo di sviluppare life skills, cioè competenze emotive e relazionali fondamentali per affrontare le sfide dell’età della crescita, prevenire comportamenti a rischio e costruire consapevolezza.

Nato da un’iniziativa del Ministero della Salute e oggi coordinato localmente dall’ASL CN2, il progetto è una delle poche esperienze italiane a essere stata valutata scientificamente, strutturata e replicata anche a livello europeo. A raccontarlo in questa doppia intervista sono Laura Marinaro, responsabile Servizio di Epidemiologia, Promozione Salute e Coordinamento Attività di Prevenzione dell'ASL CN2  e Giulia Picciotto, referente per la Promozione della Salute presso il Servizio di Epidemiologia, Promozione Salute e Coordinamento Attività di Prevenzione dell'ASL CN2.

Il progetto punta a sviluppare le cosiddette competenze personali e relazionali. In concreto, di cosa si tratta? E perché sono così importanti in questa fase della crescita?

"Le competenze definite dall’OMS “life skills 'sono abilità e competenze trasversali necessarie per mettersi in relazione con gli altri, per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana. Tra queste possiamo citare: la capacità di prendere decisioni (decision-making), il pensiero critico, la gestione delle emozioni e la capacità di gestire le relazioni. I preadolescenti, per affrontare al meglio le esigenze e i cambiamenti della vita quotidiana, necessitano di sviluppare queste competenze sociali e cognitive, che si porteranno dietro come bagaglio per tutta la vita'".

Come nasce “Diario della Salute”? Quali bisogni o segnali avete intercettato tra i preadolescenti che vi hanno spinto a costruire un percorso strutturato per il benessere e la prevenzione?

"La prima edizione del progetto è stata avviata nell’anno scolastico 2012-2013, con l’obiettivo di promuovere il benessere dei preadolescenti e prevenire l’insorgenza di comportamenti a rischio, stimolando il dialogo e il confronto tra ragazzi e adulti di riferimento, rafforzando conoscenze, abilità e competenze nei diversi destinatari del progetto. In particolare i materiali del progetto sono stati pensati per potenziare le life skills dei ragazzi; migliorare le capacità comunicative e relazionali dei genitori nei confronti dei figli preadolescenti; supportare gli insegnanti nell’adozione di metodologie didattiche efficaci per la promozione della salute".

 Come si svolgono le attività in classe? Potete raccontarci qualche esempio concreto che mostri come vengono coinvolti gli studenti e che tipo di esperienze vivono?

"Gli insegnanti, opportunamente formati dagli operatori sanitari, conducono in classe le attività previste dal Quaderno degli insegnanti, una sorta di manuale che fornisce le indicazioni metodologiche e operative per lo svolgimento delle unità didattiche da realizzare in classe. Il quaderno contiene inoltre spunti e suggerimenti per favorire la partecipazione degli studenti, per gestire eventuali situazioni problematiche, per creare collegamenti interdisciplinari e per presentare e concludere le attività. Gli studenti hanno inoltre a disposizione il Diario degli studenti, che racconta le esperienze, i dubbi e le emozioni di ragazzi preadolescenti, questa modalità favorisce l’immedesimazione nelle storie raccontate e la riflessione sulle proprie emozioni e il proprio stile di vita".

 Qual è il ruolo degli insegnanti e dei genitori? In che modo vengono formati o sostenuti per essere parte attiva e coerente del percorso educativo?

"Insegnanti e genitori sono direttamente coinvolti nel progetto, che ha infatti anche l’obiettivo di migliorare le capacità comunicative e relazionali dei genitori nei confronti dei figli preadolescenti e supportare gli insegnanti nell’adozione di metodologie didattiche efficaci per la promozione della salute. Gli insegnanti ricevono, prima di condurre le attività in classe, una formazione da parte degli operatori sanitari. I genitori hanno invece a disposizione il Diario dei genitori che ha l’obiettivo di stimolare il genitore a riconoscere e gestire le emozioni vissute nella relazione con il figlio preadolescente e a sviluppare modalità efficaci di comunicazione; gli operatori sanitari sono inoltre disponibili per incontrare e confrontarsi con i genitori".

 Avete già osservato risultati concreti o indicatori che raccontino l’efficacia del progetto? Ci sono dati o evidenze che dimostrino un impatto sul benessere dei ragazzi o sulla prevenzione dei comportamenti a rischio?

"Sono stati condotti ben 2 studi di valutazione dell’efficacia del progetto coordinati rispettivamente dall’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” e dall’Università degli Studi di Torino dai quali sono emersi alcuni aspetti tra cui: il progetto sembra aumentare nei pre-adolescenti la consapevolezza del proprio stato di benessere; i ragazzi sembrano più capaci di riconoscere aspetti positivi e negativi di sé e hanno una maggiore capacità non solo di riconoscere le proprie emozioni e i propri vissuti, ma anche maggiori capacità interpersonali ed empatiche nel relazionarsi con gli altri. A questi studi si aggiungono l’inserimento nel Registro dei programmi basati su evidenze dell’Osservatorio Europeo sulle Droghe (EMCDDA) e il riconoscimento di Buona Pratica Trasferibile da parte di Dors".

 Il riconoscimento di Buona Pratica Trasferibile e l’inserimento nella banca dati europea XCHANGE rappresentano traguardi importanti: che prospettive aprono per il futuro del progetto, anche in termini di diffusione o aggiornamento?

"Il coordinamento del progetto è stato assegnato dalla Regione all’ASL CN2, nei prossimi mesi il gruppo regionale lavorerà per aggiornare alcuni dei contenuti in base ai nuovi bisogni di salute emersi con l’obiettivo mantenere aggiornato il progetto sempre ragionando in un’ottica di sostenibilità e trasferibilità del progetto".

Daniele Vaira

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