Giornata di sciopero allo stabilimento della Rana di Moretta, dove oggi (mercoledì 6 agosto) i lavoratori hanno incrociato le braccia per richiamare l’attenzione sull’emergenza sicurezza nei luoghi di lavoro. La mobilitazione, promossa unitariamente dalle rappresentanze sindacali, arriva dopo il secondo grave infortunio nello stabilimento nel giro di sei mesi.
L’ultimo incidente si è verificato lo scorso 1° agosto: un giovane operaio di 19 anni, residente nella zona e assunto tramite contratto di somministrazione, è rimasto gravemente ferito mentre lavorava su un macchinario. Le sue dita sono rimaste incastrate, causandogli l’amputazione di tre falangi. Soccorso in codice giallo, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Savigliano.
“Non è più accettabile rischiare la vita per lavorare,” denunciano i sindacati. Già il 12 febbraio un altro operaio, di 55 anni, era stato coinvolto in un incidente grave nello stesso stabilimento.
“La situazione è diventata insostenibile – affermano dalla FELSA CISL – Serve un confronto vero, serio e strutturato con l’azienda per garantire ambienti di lavoro sicuri e dignitosi per tutti, a partire dai più vulnerabili.”
Lo sciopero ha visto una larga adesione, ma non da parte di tutti. Molti lavoratori somministrati, in particolare quelli con contratto in scadenza, secondo i sindacati hanno rinunciato per timore di ritorsioni. “Un clima inaccettabile, che mostra la fragilità di chi lavora nella precarietà,” sottolineano.













