“La Gramigna” di Gaiola, potenziale futuro polo culturale per tutta la valle Stura, attende nuovi fondi, concludere i lavori e ripartire con una gestione e un nuovo nome.
Un'opera di proprietà comunale e vincolata dalla tutela della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e quindi non alienabile e vendile.
Giovedì 9 ottobre era in programma la visita dell'assessore regionale ai fondi di Coesione sociale Gianluca Vignale, che ha già destinato alla struttura 337 mila euro di questi e a cui si aggiunge il cofinanziamento del Comune per una cifra complessiva di circa 370mila euro. L'incontro, però, è stato rinviato a data da destinarsi, con rammarico dell'Amministrazione comunale che nutriva buone speranze.
Ora, una seconda tranche con i fondi premiali dovrà essere ripartita per poter completare l'intera struttura. Attesi ancora tra i 160 e i 200 mila euro, portando così i finanziamenti complessivi destinati al completamento dell'opera a quasi 600 mila euro.
Una cifra considerevole, ma che tenuto conto degli oltre mille metri quadrati di struttura chiusa da completare (300 metri quadri per piano, più le sale da 100 metri quadri l'una) e delle critiche condizioni finanziare del Comune saranno indispensabili per vedere restituire alla comunità una struttura con un altissimo potenziale per tutto il bacino della valle Stura.
Un traguardo ambito dal Comune, per cui lo sblocco della nuova tranche rappresenterebbe una svolta. Da centro di valorizzazione transfrontaliero delle piante officinali “La Gramigna” diventerà il centro di valorizzazione transfrontaliero della castanicoltura e dei talenti della valle.
“I fondi sono necessari per completare l'opera incompiuta e in attesa da 20 anni – spiega il sindaco Paolo Bottero -. Saranno impiegati sia per la manutenzione straordinaria che per opere di completamento e si potrà mettere a bando di gestione una volta completata.
Abbiamo anche partecipato al Bando Cultura della Fondazione Crc, scaduto il 15 settembre, di cui attendiamo esito.
Con i primi stanziamenti abbiamo affidato la progettazione e l'accatastamento, una volta conclusa e in possesso del progetto definitivo lo presenteremo in Regione agli uffici della Sovraintendenza che dovrà visionare, verificare la bontà del progetto e autorizzare le procedure per il bando di gestione della struttura.
Se tutto andrà come immaginato, entro la fine dell'anno affideremo una prima parte dei lavori per l'impiantistica, per la revisione del tetto e dei serramenti, che sono compromesse. La seconda parte sarà poi mirata per chiudere le opere sospese come il piano superiore dove c'era l'alloggio del custode e la suddivisione degli impianti, oltre ad altri accorgimenti legati al risparmio energetico. Una parte residuale verrà destinata all'esterno e alla sua manutenzione”.
Lo scorso anno il Comune aveva pubblicato una manifestazione di interesse per la gestione a cui avevano aderito sei realtà, tra cui alcune della zona, lasciando ben sperare per una riapertura.
“Nella parte bassa della struttura – prosegue Bottero - ha trovato collocazione il progetto dell'Unione Montana per la valorizzazione della castagna, dove tre locali sono adibiti al suo sviluppo. Ma troveranno spazio diverse realtà, anche se cerchiamo un unico soggetto gestore. Puntiamo alla sua multidisciplinarità. In effetti stiamo cercando anche un nuovo nome, in cui tutti si possano riconoscere e da indicare già nel bando una volta che saremo pronti e avremo il via libera della Sovrintendenza”.
Accessi e risparmio energetico sono stati al centro delle diverse suggestioni fornite All'Amministrazione comunale che ne ha tenuto conto in prospettiva della conclusione dei lavori.
Acquistata con mutuo attraverso l'allora Comunità montana, è stata oggetto di più interventi da parte della stessa in convenzione con il Comune per il recupero e la gestione della struttura fino al 2009/2010 quando il progetto era stato ormai completato all'80% , ma contestualmente Le Comunità Montane sono state trasformate in quelle che oggi conosciamo come Unioni Montane e il nuovo presidente ha restituito La Gramigna in modo unilaterale al Comune di Gaiola, che però non ha più potuto contare sulla progettualità e sul sostegno economico dell'ente.
Solamente nel 2019 è stato necessario un intervento strutturale sui muri di cinta, che avevano ceduti in parte e richiedendo un investimento di 100mila euro per il suo ripristino.
“Per un caso sono finalmente arrivate delle risorse – precisa il sindaco - che mirano con priorità opere incompiute e per fortuna anche gli altri sindaci ha rinunciato a una parte per vedere rinascere questa struttura. Speriamo che l'assessore possa rendersi conto di persona la bontà del progetto e possa quindi convincersi sulla necessità di poterlo chiudere una volta per tutte con le opportune risorse. Una volta stabilito il budget e l'intervento che potremo eseguire, usciremo con un bando di gestione”.
Ora quasi tutti i tasselli sembrerebbero trovarsi al loro posto per poter vedere la fine del progetto sulla struttura.
“L'interesse dell'Amministrazione comunale – conclude Bottero - è mantenere un servizio pubblico della struttura che possa ospitare eventi di vasta portata. Un punto di riferimento riconosciuto anche dai Comuni della bassa valle al momento della presentazione del bando, tanto più in questo momento in cui stiamo ragionando sull'ampliamento del Distretto culturale di bassa valle anche al Comune di Gaiola. Un luogo che si apra a progetti limitrofi per convegni e studi come ad esempio per quello di tutti i fortini del blocco 5 di Moiola. Vogliamo trovare – conclude - una soluzione poliedrica”.

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