Un appuntamento che non sarà solo un momento di nostalgia, ma un autentico viaggio nel tempo, alla riscoperta delle origini industriali e umane del paese di Verzuolo che attorno alla Cartiera Burgo ha costruito la propria identità.
Domani, sabato 8 novembre, alle 11, nella sala Arroyto di Palazzo Drago a Verzuolo, in occasione dell’annuale pranzo degli ex dipendenti Burgo, si terrà un appuntamento di grande valore storico e affettivo.
Saranno infatti proiettati due documentari dell’Istituto Luce di Roma, risalenti rispettivamente al 1928 e al 1930, che raccontano i primi decenni di vita della Cartiera Burgo e, con essa, una parte importante della storia verzuolese.
A ritrovare e valorizzare questi straordinari filmati è stato Riccardo Baldi, studioso di storia locale, che racconta come tutto abbia avuto inizio: “I due filmati, della durata di circa 18 minuti ciascuno, risalgono rispettivamente al 1928 e al 1930. Furono realizzati dall’Istituto Luce di Roma: il primo, del 1928, era destinato prevalentemente a uso interno, con finalità didattiche e di propaganda, ed era mostrato agli ospiti più importanti in visita alla Cartiera. Oggi, per la prima volta dal dopoguerra, questi documentari vengono proiettati in pubblico. Lo spettatore sarà dunque testimoni di un evento significativo, che riguarda la storia di Verzuolo e i primi decenni della Cartiera Burgo”.
Baldi sottolinea come la riscoperta di queste pellicole sia stata possibile grazie a Ugo Parizia, scomparso da pochi anni, che lavorava come elettricista in Cartiera.
“Nel 1994-95 – spiega Baldi – Parizia scoprì casualmente, su alcuni spezzoni di pellicola, immagini che ritraevano momenti di lavoro e altri eventi della vita aziendale. Questi frammenti, molto deteriorati, erano stati rimossi dal vecchio archivio della Cartiera perché considerati inutilizzabili e destinati alla discarica. Erano stati depositati provvisoriamente nel grande silos della pasta-legno, quel fabbricato rotondo in cemento armato che si vede ancora oggi dalla provinciale. Parizia, riconoscendone subito l’importanza, riuscì con grande competenza a collegare e salvare i frammenti su cassette VHS”.

(In foto Riccardo Baldi, studioso di storia locale)
Partendo da quelle cassette, Baldi ha poi riconvertito e restaurato digitalmente i filmati: “Avendo le copie di quei video, ma non potendo più visualizzarle su apparecchi moderni, li convertii in file leggibili da computer. Con l’occasione, aggiunsi cinque spezzoni tratti da un documentario analogo conservato presso l’Archivio dell’Istituto Luce di Roma. Ho sottoposto i due documentari a un leggero restauro: ho eliminato le parti troppo rovinate, sincronizzato la velocità di ripresa con quella di proiezione e sostituito colori e audio di base”.
Ne emergono immagini di lavori manuali faticosi, spesso svolti da donne, che restituiscono uno spaccato autentico della vita di fabbrica negli anni Venti.
“In quegli anni – osserva Baldi – per chi lavorava fuori dalla Cartiera, le condizioni erano ancora più dure. Lo dimostrano le numerose lettere di raccomandazione che il parroco di Santa Maria, don Botta, amico di Luigi Burgo, riceveva da chi desiderava entrare a lavorare in Cartiera, poiché nel mondo agricolo le fatiche erano maggiori e le retribuzioni molto più basse”.
Il secondo documentario, del 1930, fu realizzato in occasione del 25° anniversario della fondazione della Cartiera Burgo.
“È girato a partire dall’uscita della fabbrica – spiega lo studioso di storia verzuolese - e segue il corteo lungo il Paschero fino alla chiesa di Santa Maria, dove venne celebrato il Te Deum. È molto emozionante rivedere uno scorcio di Verzuolo com’era allora e i volti di chi ci ha preceduto cento anni fa: persone fiere, uomini e donne che sfilano orgogliosamente davanti alla cinepresa.
Il documentario – specifica Badi - prosegue con le immagini riprese al cimitero di Verzuolo, dove furono resi gli omaggi al figlio di Luigi Burgo, Willy, morto nell’agosto del 1925 e provvisoriamente sepolto nella tomba dei farmacisti Savio. Nel 1930 fu poi trasferito nella nuova tomba fatta costruire dal padre”.
Il documentario termina con un saggio dimostrativo dei pompieri della Cartiera.
“Si potrà vedere – conclude Baldi - anche Luigi Burgo, che nel 1930 aveva 54 anni, in testa al corteo diretto alla chiesa di Santa Maria, accompagnato – alla sua sinistra – da Giovanni Agnelli, padre dell’avvocato Agnelli, e da Gino Olivetti”.










