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Attualità | 03 dicembre 2025, 16:41

Ex Ilva, presidi a Novi e Racconigi: Alleanza Verdi e Sinistra chiede la nazionalizzazione

"Tredici anni di crisi e incertezze per i lavoratori. Tavolo Urso non basta, serve piano industriale ambientale e occupazionale. Lo Stato rinunci ai compromessi"

Ex Ilva, sede di Racconigi, immagine di repertorio

Ex Ilva, sede di Racconigi, immagine di repertorio

I lavoratori dell'ex Ilva continuano a resistere: i presidi di Novi Ligure e Racconigi proseguono senza sosta, simboli di una battaglia che, secondo Alleanza Verdi e Sinistra, non riguarda solo un territorio, ma l'intero futuro industriale del Paese.

Secondo i rappresentanti di AVS, in questi trent'anni lo Stato non solo ha ceduto l'azienda, ma ha anche rinunciato a un ruolo minimo di controllo. Per vent'anni, denunciano, Arpa e Ispettorato del Lavoro non hanno segnalato alcuna anomalia nella gestione del gruppo Riva, mentre gli impianti peggioravano e le condizioni dei lavoratori si deterioravano.

Nel 2012 si è aperta una lunga agonia: lo stato di crisi e, per gli operai, l'inizio della cassa integrazione. Oggi sono tredici anni di incertezze lavorative che pesano sulle scelte di vita e sulla possibilità di costruire un futuro per intere famiglie.

Commissariamento e successive acquisizioni, osservano da AVS, hanno finora favorito la crescita di altri gruppi, alimentando la concorrenza nel settore a discapito del ruolo di primo piano che il Paese aveva sempre avuto nella siderurgia. I diversi governi che si sono succeduti, secondo il movimento, hanno rinunciato a trovare soluzioni efficaci.

Si tratta, affermano, della vergognosa dimostrazione dell'incapacità di elaborare strategie utili per la salvaguardia dei settori produttivi del Paese e, di conseguenza, per la tutela dei posti di lavoro — elemento essenziale per la sostenibilità sociale, uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile. Servono, sostengono, politiche industriali nel segno della transizione ecologica e della piena occupazione.

Alleanza Verdi e Sinistra condivide le richieste avanzate dai segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, per evitare un'ulteriore dismissione camuffata da riorganizzazione.

Il movimento attende l'esito del tavolo convocato dal Ministro Urso con la vicepresidente Chiorino e con i rappresentanti dei Comuni piemontesi coinvolti, ma ritiene che la convocazione immediata di un tavolo permanente presso la Presidenza del Consiglio non sia più rinviabile. "Bisogna dare una risposta ai lavoratori che stanno portando avanti la lotta, perché ad oggi sono gli unici ad aver fatto sacrifici, mentre chi dovrebbe garantire politiche industriali e occupazionali continua ad accettare compromessi funzionali solo a passare la nottata", dichiarano.

Per Alleanza Verdi e Sinistra, l'unica strada credibile e coerente è chiara: nazionalizzazione degli impianti, accompagnata da un grande piano di innovazione tecnologica e ambientale. Un modello basato sulle rinnovabili, sulla riduzione dell'inquinamento, sulla tutela della salute, sul contrasto al cambiamento climatico. Un modello che difenda il lavoro e che non sacrifichi più interi territori sull'altare dei profitti privati e dei ritardi istituzionali.

cs

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