Turismo a Napoli: come l'overtourism sta distruggendo la città
«Siamo bloccati in casa, non riusciamo a uscire dai portoni». È il grido d’allarme che si leva dai residenti dei Decumani e del centro antico, ormai ostaggio di una folla che avanza a fatica tra via Benedetto Croce, San Biagio dei Librai e San Gregorio Armeno. L'avvio ufficiale della stagione natalizia, lo scorso 8 dicembre, ha offerto immagini eloquenti: un fiume in piena di visitatori che paralizza la città, facendo crescere la preoccupazione per la sicurezza. A Spaccanapoli il timore è palpabile: «Qui un’ambulanza non riuscirebbe a passare. Che succede se qualcuno si sente male?».
Mentre il Comune tenta di arginare il caos con misure tampone come il senso unico pedonale alternato – giudicato insufficiente da molti per garantire l'equilibrio tra vita cittadina e flussi turistici – Napoli si interroga sul prezzo della sua improvvisa popolarità. Il turismo, teoricamente un settore rivitalizzante, in questa forma incontrollata sta diventando soffocante, trasformando il volto della città e, (spoiler), non in modo positivo.
La sentenza del Telegraph: Napoli trasformata in una Disney
Che la situazione sia critica non lo dicono solo i residenti esasperati, ma lo certifica ormai anche la stampa internazionale. Lo storico quotidiano britannico The Telegraph ha recentemente dedicato un ampio reportage alla città, parlando senza mezzi termini di "Disneyfication of Naples". Secondo l'inviato Nick Squires, la trasformazione del centro storico in un parco a tema si sta rivelando un boomerang: via dei Tribunali è descritta come una sfida fisica, con guide munite di microfoni che trascinano colonne di croceristi tra street food e motorini che zigzagano pericolosamente.
Per il giornale inglese, Napoli è ormai in prima linea nella stessa battaglia persa da altre capitali europee. I dati citati sono spietati: gli affitti sono aumentati del 40% negli ultimi 10 anni, spingendo i proprietari a cacciare via gli inquilini per favorire i turisti.
L'inchiesta di Eroica Fenice: le “case da incubo” degli studenti
Se da Londra arriva la condanna macroscopica sui prezzi, è la testata locale
Eroica Fenice a svelare il volto più crudele di questa crisi, scendendo nel dettaglio delle vite di chi la subisce sulla propria pelle: gli studenti.
Come emerge dalle interviste realizzate dalla testata campana, la turistificazione ha generato un’emergenza abitativa senza precedenti. Le testimonianze raccolte parlano di vere e proprie “case da incubo”: giovani costretti a convivere con muffa e blatte, studenti sistemati in stanze prive di finestre o locatori che impongono sovrapprezzi illegali (fino a 50 euro in più) solo per registrare regolarmente il contratto.
Trovare una stanza dignitosa è diventata un’impresa disperata, schiacciati tra l'esplosione dei B&B (secondo InsideAirbnb sono ormai quasi 9mila in città) e la speculazione. Il diritto allo studio si trasforma così in un privilegio per chi può permettersi affitti da capogiro, mentre la città rischia una desertificazione sociale a favore di un turismo mordi e fuggi.
Non solo Napoli: le città in trincea contro l'invasione
Napoli non è sola. Il fenomeno è globale e altre città stanno già correndo ai ripari con misure drastiche:
Venezia: ticket d’ingresso nei giorni critici, stop ai gruppi sopra le 25 persone e divieto di altoparlanti.
Firenze: guerra alle keybox nell’area UNESCO e blocco dei nuovi affitti brevi nel centro storico.
Roma: valutazione del numero chiuso e di un biglietto simbolico per la Fontana di Trevi.
Barcellona: stop totale agli appartamenti turistici entro il 2028, con oltre 10.000 licenze destinate a sparire.
Amsterdam: campagna “Stay Away” contro il turismo molesto e divieto di nuovi hotel in centro.
Isole Canarie e Baleari: proteste di massa, scioperi della fame e richiesta di limiti agli arrivi e agli acquisti immobiliari stranieri.
Un'economia che esclude e l'ombra della camorra
Ma a Napoli, chi ci guadagna davvero? Gli attivisti dell’Ex Opg “Je so pazzo” parlano di lavoro povero, con paghe spesso ferme a 6 euro l’ora. Inoltre, il Telegraph solleva un’ombra inquietante sul settore dell’ospitalità, suggerendo che anche la camorra abbia messo le mani sul business turistico.
Il risultato è un mix devastante: sovraffollamento, emergenza abitativa, botteghe storiche sostituite da ristoranti in serie e perdita di identità.
La Napoli che i turisti non vedono
Il contrasto tra la Napoli da cartolina e quella reale è sempre più evidente. Mentre i media celebrano la rinascita, la cronaca racconta crolli, edifici fragili e servizi carenti. Con l’arrivo dell’America’s Cup, che molti esperti definiscono un potenziale terremoto sociale, l’urgenza di intervenire è massima.
Guardare agli esempi di Barcellona o Firenze non è più un’opzione, ma una necessità, per evitare che Napoli diventi una splendida scenografia svuotata dei suoi abitanti.
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