Tra il settembre 1943 e l’aprile 1945, nelle annotazioni del parroco don Emilio Ferraris di Valcasotto, compare una breve ma drammatica frase datata 27 ottobre 1943:“arrivano quattro ebrei… due giovani sposi Aronne Gottlich e Ruth.”
Si tratta di Isidor Gottlieb e sua moglie Ruth Mendelsberg, giovane coppia ebrea in fuga dalle persecuzioni naziste. La loro storia attraversa luoghi e comunità dell’Alta Valle Tanaro, passando da Valcasotto, Pamparato, Ceva e Garessio, prima di interrompersi tragicamente con la deportazione ad Auschwitz.
La storia di Ruth Mendelsberg Gottliebt, testimone diretta dell’orrore dei campi di sterminio, sopravvissuta ad Auschwitz è stata raccontata molti anni dopo nel documentario francese uscito nel 2015, dal titolo “Quando gli occhi cercano di dire… Ruth Gottlieb, una dolcezza ferita”.
In occasione del 27 gennaio – Giornata della Memoria, Garessio ospita una mostra a lei dedicata, che sarà visitabile da sabato 24 a domenica 25 gennaio (orario: 10–12 / 15–17), con ingresso gratuito.
L’iniziativa è patrocinata da ANED di Cuneo (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti), dall’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Cuneo, dall’A.N.P.I. Provinciale di Cuneo, ed è organizzata dall’Assessorato alle Manifestazioni del Comune di Garessio.














