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Attualità | 17 febbraio 2026, 15:15

Addio a Salvatore “Giak” Giaquinta, anima della curva Blu Brothers e fondatore del Genoa Club Cuneo

Si è spento a 70 anni: storico tifoso del Cuneo Volley e rossoblù nel cuore, oggi i funerali a San Paolo

Addio a Salvatore “Giak” Giaquinta, anima della curva Blu Brothers e fondatore del Genoa Club Cuneo

La curva dei Blu Brothers perde una delle sue voci più forti e appassionate. 

Se n’è andato a soli 70 anni Salvatore Giaquinta, per tutti “Giak” – conosciuto come Giancarlo dagli amici – storico tifoso del Cuneo Volley e fondatore del primo Genoa Club rossoblù in città. A strapparlo all’affetto della moglie Anna Maria e del figlio Sergio una malattia che lo aveva colpito tempo fa e dalla quale non è più riuscito a riprendersi. I funerali si celebrano proprio in queste ore, martedì 17 febbraio, nella chiesa di San Paolo a Cuneo.

Insieme a Carmelo Noto, Mario Plassio e “Ruggine”, “Giak” era presenza fissa in prima fila, in piedi sulla balconata, a dirigere i cori e trascinare la curva. Amava profondamente la pallavolo e la sua Cuneo, senza mai dimenticare l’altra grande passione: il Genoa. Un amore così forte da spingerlo a fondare il primo fan club genoano in città, punto di riferimento per tanti tifosi rossoblù.

Era anche il cognato della sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, che lo ha ricordato con parole cariche di affetto: "Ci siamo ritrovati cognati all’interno di una grande e bella famiglia, ognuno con la sua storia e il suo carattere, provenienti da regioni diverse. Abbiamo condiviso tanti Natali, compleanni e feste di famiglia, la gioia per i figli che nascevano e la tristezza per chi ci lasciava. Tanta passione nei tuoi discorsi: la politica, l’amore per Genova e la tua Sicilia, lo sport, il calcio ed il Genoa, il volley e la tua anima Blu Brother. Proprio con questi colori ci stai salutando. Davanti a tutto c’erano Anna e Sergio, e sei stato bravo a dirglielo molto bene. Non fare troppo burdel lassù, ciao!».

(Salvatore Giaquinta con il figlio Sergio al palazzetto di Cuneo)

Parole che si intrecciano con quelle di Carmelo Noto, leader storico dei Blu Brothers, che sui social ha salutato l’amico di una vita: "Ci sono momenti in cui le parole non trovano strada perché i ricordi si affollano senza un filo logico. Tanto è il dolore e il dispiacere. Oggi saluto “Giak”, saluto l’uomo che si è sempre speso per un’idea di città spesso condivisa. Saluto però in primis l’amico. Tifoso sfegatato di Cuneo, che con me e tanti altri ha condiviso oltre 30 anni di curva. Spesso incontenibile per foga e per entusiasmo. Una sola persona riusciva a tenerlo a freno: sua moglie, a cui oggi mando un abbraccio fortissimo".

Noto ha ricordato anche uno dei meriti più grandi di “Giak”: "Quello di aver portato in curva il figlio ancora adolescente, di avergli fatto amare questa realtà fino a diventarne parte integrante. Forza Sergio".

Tra i tanti messaggi di cordoglio, anche i cuori lasciati sotto il post dai due capitani della promozione in A1 del “suo” Cuneo Volley, Daniele “Sicci” Sottile e Domenico “Mimmo” Cavaccini.

Dentro la cassa, per volontà del padre, Sergio – oggi tifoso sfegatato e sponsor della squadra – ha deposto la maglia e la sciarpa del Cuneo Volley insieme alla maglia del Genoa. Un ultimo saluto nei colori che hanno accompagnato tutta la sua vita. 

Ieri, al rosario, alcuni Blu Brothers si sono presentati con la sciarpa al collo. Perché “Giak” non era solo un tifoso: era un simbolo di passione, amicizia e appartenenza.

Cesare Mandrile

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