Il viaggio quotidiano tra Alba e Torino non è soltanto una questione di orari: è una trama fatta di coincidenze, passaggi a livello che si bloccano, convogli che cambiano materiale rotabile e pendolari che imparano a misurare le giornate sui minuti persi o guadagnati. In questo scenario si inserisce il rinnovo del direttivo del Comitato Pendolari Alba, che guarda al prossimo triennio con un assetto più strutturato e con una piattaforma di richieste già pronta a essere rilanciata alle istituzioni.
L’assemblea della scorsa settimana ha confermato Sonia Grimaldi alla presidenza per il mandato 2026-2028. Al suo fianco, nel ruolo di vicepresidenti, Edoardo Zerrillo e Simona Vazio. Completano il direttivo William Revello, Bartolomeo Avataneo, Pietro Quattrone e Sergio Florenzano.
Una riconferma che non è solo formale. "Abbiamo rinnovato il direttivo per il triennio, confermando la presidenza e rafforzando la squadra dal punto di vista organizzativo", spiega Grimaldi. La novità più significativa riguarda infatti l’ingresso di pendolari che percorrono la tratta in senso inverso, da Torino verso Alba. Una scelta non casuale. "Volevamo strutturarci meglio per portare avanti le esigenze di tutti i pendolari". Un segnale che riflette un dato ormai evidente: il flusso dei lavoratori verso il territorio albese, in particolare verso il comparto industriale, è cresciuto e chiede rappresentanza.
Le criticità della linea
Nel corso dell’assemblea è stato fatto anche il punto sulle condizioni attuali della linea SFM4. L’inverno ha riportato in primo piano problemi già noti. "Con il periodo invernale sono ripresi i problemi legati ai passaggi a livello che a volte non si aprono e comportano rallentamenti o soppressioni dei treni", sottolinea la presidente. A questo si aggiunge il ritorno, in alcune fasce orarie, dei convogli TAF, già al centro delle proteste negli anni scorsi. "Abbiamo chiesto spiegazioni ad Agenzia della Mobilità e a Trenitalia sull’utilizzo di questi convogli. Siamo in attesa di un riscontro". Il Comitato ha deciso di redigere un nuovo documento di aggiornamento, da trasmettere alle amministrazioni comunali, alla Regione Piemonte, all’Agenzia della Mobilità, a Trenitalia e a RFI. L’obiettivo è, come spiega Grimaldi, "cristallizzare la situazione attuale e mettere nero su bianco le criticità che si sono venute a creare".
Il coordinamento e la partita Bra-Cavallermaggiore
Il Comitato Pendolari Alba è parte di un coordinamento che riunisce anche il Comitato Pendolari Bra, l’Osservatorio della Torino-Ceres e il Comis. In questo quadro si inserisce la richiesta di riapertura della tratta Bra-Cavallermaggiore per il traffico passeggeri, oggi sospeso. "È una linea molto importante. Collega territori strategici e rappresenta un’alternativa concreta nel caso in cui la SFM4 sia interessata da problemi infrastrutturali", osserva Grimaldi. La riattivazione consentirebbe inoltre a studenti e lavoratori di contare su un collegamento ferroviario più stabile rispetto all’attuale servizio su gomma.
Nei mesi scorsi il coordinamento ha incontrato i sindaci di Alba e Bra e il primo cittadino di Cavallermaggiore. Ora l’attenzione si sposta sulla Provincia. È stata inviata una richiesta formale di incontro al presidente Luca Robaldo. "Aveva manifestato sensibilità sul tema del trasporto ferroviario e della valorizzazione dell’infrastruttura. Vogliamo aprire un confronto istituzionale anche con la Provincia, l’unica realtà che ancora non abbiamo incontrato come coordinamento". La battaglia del Comitato non si limita alla quotidianità dei ritardi. C’è una visione più ampia, che riguarda la tenuta complessiva della rete ferroviaria nel Cuneese. "Vogliamo portare all’attenzione della Provincia le criticità che interessano la nostra linea nello specifico, ma anche quelle più generali che toccano l’intero territorio".














