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Politica | 19 febbraio 2026, 06:02

Il senatore Bergesio perora la causa di un ripristino per l'ex tribunale di Alba. Ponzio: "Serve un emendamento al disegno di legge"

La richiesta di riconsiderare la scelta fatta con la soppressione nel 2013 al centro di un’interrogazione al guardasigilli Nordio. Ma la palla intanto è passata al parlamento

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio

"La riapertura ad Alba non è campanilismo, ma un atto di rispetto verso un territorio strategico”.

A parlare è il senatore Giorgio Maria Bergesio con riferimento alla possibilità – più volte ventilata negli anni, ma mai concretizzatasi – di rimettere mano alla revisione della geografia giudiziaria attuata dal Governo Monti nel 2012 per ridare vita allo storico foro langarolo, soppresso insieme a un’altra trentina di sedi tra le quali – per rimanere in una Granda che figurò tra le province più penalizzate dai tagli dell’allora ministra SeverinoMondovì e Saluzzo.

Nei giorni scorsi l’esponente della Lega ne ha fatto l’oggetto di un’interrogazione rivolta al ministro alla Giustizia Carlo Nordio, in queste settimane affaccendato nelle vicende che stanno accompagnando il cammino verso la tornata referendaria dei prossimi 22 e 23 marzo, quando la riforma costituzionale che porta anche la firma della premier Meloni verrà sottoposta al voto degli elettori.

Nei scorsi lo stesso guardasigilli fu autore di un disegno di legge che, passato poi all’esame del parlamento, nella sua attuale formulazione prevede sì l’istituzione di nuove sedi, ma non il ripristino di quella albese.

Nel question time dei giorni scorsi (foto sopra) il senatore cuneese gli ha ricordato come "la riapertura del tribunale di Alba debba essere una priorità assoluta per garantire una giustizia più accessibile e al servizio dei cittadini dopo 15 anni di attesa. Auspichiamo – ha poi dichiarato l’esponente del Carroccio, vicepresidente della commissione Attività Produttive di Palazzo Madama – che nella legge delega si trovi lo spazio per dare risposte concrete a quei territori che attendono soluzioni dopo la stagione dei tagli del 2012 decisa dal governo Monti. Parliamo di un’area strategica tra Alba, Bra, Langhe e Roero che registra oltre due milioni di presenze turistiche annue: un distretto che vive di imprese, export e turismo internazionale dove è indispensabile un presidio di legalità forte e operativo, anche alla luce della presenza della casa circondariale. Non chiediamo un privilegio, ma coerenza istituzionale per una terra che contribuisce enormemente al paese".

Un auspicio che, dal territorio, è stato prontamente fatto proprio dall’avvocato Roberto Ponzio (nella foto sotto), che fu tra i più strenui difensori del tribunale ai tempi della riforma e che negli anni non ha mai smesso di sperare che la politica si convincesse a fare un passo indietro rispetto a una scelta giudicata sconsiderata, alla luce degli importanti numeri di attività del tribunale e delle caratteristiche del territorio a servizio del quale operava.

"Quegli argomenti sono noti e stranoti – spiega oggi l’avvocato Ponzio -. Alba doveva rientrare nei tribunali da conservare allora come meriterebbe il ripristino oggi. Nel luglio 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge la cui bozza originaria prevedeva il ripristino del nostro tribunale, mentre in quella definitiva si salva solamente il foro di Bassano del Grappa, insieme a quelli abruzzesi. Basti qui ricordare che il Piemonte è rimasto con nove tribunali mentre l’Abruzzo ne conserva otto. Ma la nostra regione è grande oltre il doppio di quell’altra e i suoi abitanti sono quasi quattro volte più numerosi.  L’unica concreta possibilità che rimane è quella di un emendamento al disegno di legge che ristabilisca la normalità delle cose contro le logiche clientelari che ancora una volta sottengono a questa scelta politica".

E. M.

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