Non una malattia improvvisa, ma mesi di incuria. Era stato questo il quadro emerso in tribunale a Cuneo per fatti avvenuti nel novembre 2022 a Saluzzo, dove un cane di grossa taglia fu trovato dai carabinieri in condizioni gravissime all’interno di un alloggio sottoposto a sfratto.
Dopo la scoperta, i militari affidarono l'animale ai veterinari dell’Asl per il trasferimento al Centro Veterinario Saluzzese e l'ex proprietaria, che aveva ceduto il cane al un nuovo padrone (che ha patteggiato la pena) in quanto partita per l'estero, è stata condannata per maltrattamenti al pagamento di 4mila euro di multa. Il giudice ha anche accordato alla donna il beneficio della sospensione condizionale della pena e la non menzione nel casellario.
In aula aveva deposto il medico veterinario, che aveva definito lo stato di ritrovamento dell'animale come “cachettico”: magrezza patologica, perdita evidente delle masse muscolari delle zampe, unghie lunghissime e infette, infezioni cutanee diffuse. Il cane era molto sporco e abbattuto, ma privo di febbre o malattie infettive. Secondo la dottoressa, una simile condizione doveva protrarsi da diversi mesi.
Per il pubblico ministero il dato oggettivo sarebbe stato pacifico: l’animale è stato trovato nell’immobile locato all’imputata, ma agli atti risulta una scrittura privata di cessione del cane, mai però formalizzata con data certa, e dunque priva di efficacia. In quanto proprietaria, la donna avrebbe dovuto garantire il benessere dell’animale fino all’effettivo trasferimento. "Tuttavia - ha concluso il pm presentando richiesta assolutoria per la donna- emerge che alla signora era stata notificata la citazione in aeroporto a Malpensa".
Anche la difesa dell'imputata ha invece sostenuto l’assenza dell’elemento soggettivo. "L’animale è stato trovato a casa del coimputato - ha sostenuto il legale chiedendo l'assoluzione per la sua assistita - e la signora si trovava all'estero. Il che, fa presupporre, che la condotta di cessione c'è stata".














