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Attualità | 05 marzo 2026, 12:47

Il Tar impantanato dalla Carta del docente: oltre duemila ricorsi paralizzano gli uffici

E c'è un tema di organico. Mancano magistrati e amministrativi. Infine l'appello al legislatore: "Si favorisca il testo unico su appalti e stranieri"

Il Tar impantanato dalla Carta del docente: oltre duemila ricorsi paralizzano gli uffici

"Un patatrac". Così definisce la misura della Carta del docente il Presidente del TAR Piemonte, Raffaele Prosperi, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Un’espressione forte che fotografa il caos generato da un contenzioso seriale che sta letteralmente paralizzando l'attività del tribunale.

​Il peso dei numeri: tra "ottemperanze" e paralisi

​I dati della relazione sono impietosi: al 1° gennaio 2024 i ricorsi pendenti erano 2.384, balzati a 3.099 a fine 2025. Un aumento dell'8,55% che nasconde un'anomalia profonda. Se i ricorsi "ordinari" restano stabili, a far esplodere i carichi sono i 2.225 ricorsi per l'ottemperanza legati al bonus formazione da 500 euro.

​Si tratta di migliaia di cause nate da una "disfunzione burocratica" del Ministero dell'Istruzione, che non esegue le sentenze dei tribunali civili, costringendo i docenti precari a rivolgersi nuovamente al giudice amministrativo per ottenere quanto dovuto. Una massa critica che impegna segreterie e magistrati in un lavoro meccanico, togliendo ossigeno alle questioni di reale rilievo pubblico.

​L'emergenza organico: numeri da "trincea"

​Ma c'è un tema di mancanza di forza lavoro. Il quadro dell'organico delineato da Prosperi è critico. Ad oggi il TAR Piemonte conta solo 9 magistrati e 3 presidenti, con una collega in maternità, a fronte di una pianta organica che ne prevederebbe 14.

​Non va meglio sul fronte del personale amministrativo: sono in servizio solo 5 funzionari rispetto agli 8 previsti.

"Con questi numeri, come si possono affrontare queste cause?", è l'interrogativo del presidente Tar. Nonostante l'uso delle udienze di smaltimento in via telematica — strumenti preziosi per velocizzare il lavoro e inserire i fascicoli più datati — la soluzione resta una sola: l'aumento dei magistrati.



​Prospettive e tempi lunghi
​Le speranze sono affidate ai concorsi, ma i tempi della giustizia non coincidono con quelli delle necessità operative. Dopo i bandi del 2022 e i concorsi di luglio 2023 e settembre 2024, i nuovi ingressi non sono immediati. Per vedere i primi rinforzi effettivi bisognerà attendere dopo l'estate 2026.

Stranieri e Appalti: il caos normativo
​Oltre al "patatrac" della scuola, il TAR deve gestire la pressione del contenzioso sull’immigrazione. Si tratta di ricorsi "pesanti" nella fase cautelare, alimentati da una legislazione frammentata che richiederebbe un Testo Unico per superare le ambiguità normative nate negli anni '90.
​Un caos che non risparmia il settore dei pubblici appalti, dove la stratificazione legislativa ha toccato l'apice: ben tre codici emanati in soli 17 anni. Come sottolineato con sarcasmo nella relazione, l'uso del termine "Codice" — storicamente riservato a testi secolari — per leggi che durano appena pochi anni, fa quasi sorridere. Eppure, proprio in questo settore, servirebbe quella certezza del diritto necessaria per dare respiro alle decisioni giurisdizionali e all'economia del Paese.
 

Daniele Caponnetto

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