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Curiosità | 13 marzo 2026, 08:29

Giornata mondiale del sonno: dormire meno di 6 ore equivale ad andare al lavoro ubriachi

Riflessi lenti e scarsa concentrazione sono solo alcune conseguenze della privazione di sonno

Immagine di repertorio

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Venerdì 13 marzo 2026 si celebra la Giornata Mondiale del Sonno (World Sleep Day). È un evento che ricorre ogni anno nel venerdì che precede l’equinozio di primavera con lo scopo di richiamare l’attenzione sull’importanza del sonno per la salute e il benessere. Questa iniziativa, promossa dalla World Sleep Society, punta inoltre a sensibilizzare le persone sui danni che può causare la mancanza di sonno, disturbo di cui soffre secondo le statistiche il 45% della popolazione mondiale.

Il tema scelto per il 2026, “Dormi bene, vivi meglio”, sintetizza perfettamente il legame tra sonno e salute globale. Dormire bene significa migliorare la qualità della vita, proteggere il cuore, sostenere il metabolismo, preservare le funzioni cognitive e mantenere un equilibrio emotivo.

Ricordate il vecchio detto: «Chi dorme non piglia pesci?». Spoiler: non è proprio così, anzi…

Dormire poco devasta le nostre funzioni cognitive: riflessi lenti, concentrazione a zero, decisioni prese a caso, solo perché brilli… di sonno.

A dircelo è Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova: «Dormire meno di 6 ore a notte può avere effetti devastanti sulle funzioni cognitive, al punto da essere paragonabile all’assunzione di alcol. Riflessi lenti, scarsa concentrazione e decisioni poco lucide sono solo alcune delle conseguenze della privazione di sonno», spiega, riportando uno studio della Harvard Medical School.

Gli studiosi hanno rivelato che dopo 17 ore svegli le nostre capacità cognitive crollano e diventano pari a quelle di una persona con tasso alcolemico dello 0,05%. E dopo 24 ore, si arriva addirittura allo 0,10%, ben oltre il limite di legge per guidare. Giusto per capirci: pensate a quante patenti ritirate se si tenesse conto anche della sbronza da sonno.

È stato persino dimostrato che il dormire poco può aumentare le possibilità di avere un incidente stradale, in quanto influisce sulla capacità di coordinazione del guidatore che diventa più goffo, meno reattivo o che addirittura può incorrere nel tristemente noto “colpo di sonno”.

Dormire poco influisce anche sul lavoro. Lo studio “Insomnia and workplace productivity loss among young working adults”, condotto su 554 giovani lavoratori australiani, ha dimostrato che la produttività crolla di oltre il 40% tra chi ha disturbi del sonno. Errori, dimenticanze, sbadataggine, nervosismo... Tutti effetti di un riposo scarso, che guarda caso sono gli stessi dell’alcol.

Come se non bastasse, se le ore di riposo non sono sufficienti si rischia maggiormente di trovarsi a “sbranare” tutto quanto si trova in tavola, prediligendo i piatti più ricchi di calorie che danno maggiore senso di piacere e appagamento. La mancanza di sonno può alterare, infatti, il rapporto tra gli ormoni deputati alla sensazione di sazietà, come il Glp-1 e quelli responsabili della fame, come la grelina. Quando si dorme poco i secondi prendono il sopravvento sui primi, si mangia di più.

E, come ci ricordano gli esperti, quando dormire diventa problematico, non bisogna ignorarlo: rivolgersi al medico è il primo passo da fare. Sottovalutare il riposo significa esporsi a rischi evitabili (fisici, cognitivi, emotivi), mentre prendersene cura, anche con piccoli gesti quotidiani, può fare una grande differenza. Insomma: curate il vostro sonno, il fisico vi ringrazierà!

Silvia Gullino

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