È il primo anno senza Francesco. Da quel 21 aprile 2025, quando il mondo fu raggiunto dalla notizia della morte del Pontefice, si sente forte la sua eredità: quella di «Un papa che ha comunicato con tutti», come si legge nell’autobiografia “Life: la mia storia nella Storia” (Harper Collins). E ci è riuscito.
«In questo libro raccontiamo una storia, quella della mia vita, attraverso gli eventi più importanti e drammatici che ha vissuto l’umanità nel corso degli ultimi ottant’anni. È un volume che vede la luce perché, soprattutto i più giovani, possano ascoltare la voce di un anziano e riflettere su ciò che ha vissuto il nostro pianeta, per non ripetere più gli errori del passato», spiega Bergoglio nell’introduzione.
Aggiungendo: «Pensiamo, ad esempio, alle guerre che hanno flagellato e che flagellano il mondo. Pensiamo ai genocidi, alle persecuzioni, all’odio tra fratelli e sorelle di diverse religioni! Quanto dolore! Giunti a una certa età è importante, anche per noi stessi, riaprire il libro dei ricordi e fare memoria: per imparare, guardando indietro nel tempo; per ritrovare le cose non buone, quelle tossiche che abbiamo vissuto insieme ai peccati commessi, ma anche per rivivere tutto ciò che di buono Dio ci ha mandato. È un esercizio di discernimento che dovremmo fare tutti quanti, prima che sia troppo tardi!».
Life è un viaggio straordinario lungo i decenni attraverso i ricordi del Papa. Tra questi: la caduta del muro di Berlino, il colpo di Stato di Videla in Argentina, lo sbarco sulla Luna nel 1969 e anche la coppa del mondo del 1986, dove Maradona segnò il gol passato alla storia come “La mano de Dios”.
Memorie di un pastore che, dal suo personalissimo punto di vista, narra gli anni dello sterminio nazista degli ebrei, dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki, la grande recessione economica del 2008, il crollo delle Twin Towers, la pandemia, le dimissioni di Benedetto XVI e il conclave che lo ha eletto Papa col nome di Francesco.
Eventi intrecciati con la vita del Papa callejero (lui si è sempre definito un prete callejero, ossia un sacerdote di strada), che eccezionalmente riapre lo scrigno dei suoi ricordi per raccontare, con la schiettezza che lo contraddistingue, quei momenti che hanno cambiato il mondo.
Francesco ha lanciato al contempo dei messaggi importanti sui temi più caldi dell’attualità: le diseguaglianze sociali, le battaglie pro-vita, la guerra, le armi atomiche, la crisi climatica. E ci ha parlato d’Amore. Quello cristiano. Sono tre parole: vicinanza, compassione, tenerezza. Ed è così che ci piace ricordarlo.














