Quando mancano meno di 24 ore alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio, la situazione più singolare si registra a Elva, piccolo paese dell’alta valle Maira che conta un’ottantina di abitanti.
Mentre in altri centri maggiori si registra una sola lista, qui le liste potrebbero essere addirittura tre.
La conferma la si avrà solo domani, sabato 25 aprile alle 12, termine ultimo per depositare le candidature.
Si sa comunque sin d’ora che le compagini in campo sono due: una guidata dal vicesindaco uscente Dario Falcone, che tenta per la terza volta la scalata al municipio; l’altra capeggiata da Claudio Arneodo, presidente e amministratore dell’antica distilleria Bordiga.
Tra i candidati di questa formazione risulta esserci Franco Graglia, coordinatore provinciale di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte.
A queste potrebbe aggiungersene verosimilmente una terza, non si sa ancora da chi guidata.

Nell’ultima tornata amministrativa del settembre 2020 si erano fronteggiate due liste: una, “Quelli di Elva”, che aveva come candidato sindaco Giulio Rinaudo; l’altra, denominata semplicemente “Lista civica”, che aveva come capolista Dario Falcone.
Vinse la prima con 37 voti (67,27%), contro i 18 voti (32,73%) della seconda.
Gli elettori aventi diritto al voto erano 77, ma si erano recati alle urne soltanto in 56 (72,73%).
Nel corso della consiliatura le carte si erano poi rimescolate e Falcone era diventato vicesindaco e assessore insieme a Mariano Allocco.
Falcone è anche il responsabile dei progetti Pnrr, che – lo ricordiamo – hanno portato ad Elva un eccezionale finanziamento.
La storia politico-amministrativa elvese è da sempre particolarmente travagliata.
Dopo le dimissioni di Laura Iacopo, sindaca dal 2007 al 2017, il Comune era stato commissariato e affidato, per l’ordinaria amministrazione, al commissario prefettizio Claudia Bergia, vista l’assenza di liste alla consultazione del 2017.
Nel giugno 2018 le elezioni erano state vinte da Mario Fulcheri che aveva avuto la meglio sul suo competitor, già allora Dario Falcone.
Due anni dopo, nel giugno del 2020, le dimissioni in massa del Consiglio comunale.
Nuove elezioni nel settembre di quell’anno. L’aveva a spuntata l’attuale sindaco uscente Giulio Rinaudo - come abbiamo detto - contro Falcone.
Come si evince, una vita municipale particolarmente accidentata quella che si vive sotto il Pelvo.
Adesso Elva torna alle urne con davanti un’incombenza da far tremare le vene ai polsi: la messa a terra dei progetti nei termini previsti dalle scadenze europee e la loro rendicontazione.
Come infatti si ricorderà, nel 2022 il paese dell’alta valle Maira era stato individuato tra i 21 centri italiani del Piano Nazionale Borghi del Pnrr ottenendo un finanziamento di 20 milioni di euro.















