Come avevamo anticipato, sono tre le liste in corsa ad Elva con altrettanti candidati sindaco.
Alle due formazioni già note, una guidata dal vicesindaco uscente Dario Falcone, che tenta per la terza volta la scalata al municipio; l’altra capeggiata da Claudio Arneodo, presidente e amministratore dell’antica distilleria Bordiga, se n’è aggiunta stamane una terza che ha come candidato sindaco Manuela Mattalia, consigliera comunale uscente di maggioranza.
Considerando che gli elettori nel piccolo paese dell’alta valle Maira sono poco più di 70 e che nell’ultima tornata avevano votato in 56, quello di Elva può essere considerato un caso di “democrazia diretta”, dato che pressochè tutto il paese è in lista.
Nell’ultima tornata amministrativa del settembre 2020 si erano fronteggiate due formazioni: una, “Quelli di Elva”, aveva come candidato sindaco Giulio Rinaudo (attuale sindaco uscente); l’altra, denominata semplicemente “Lista civica”, come capolista Dario Falcone.
Aveva vinto la prima con 37 voti (67,27%), contro i 18 voti (32,73%) della seconda.
Nel corso della consiliatura le carte si erano poi rimescolate: Falcone era diventato vicesindaco e assessore insieme a Mariano Allocco.
Evidentemente non si trattava di pace vera ma soltanto di un armistizio, visto che negli ultimi tempi i rapporti sono tornati a deteriorarsi e la maggioranza uscente si è progressivamente sgretolata.
Tra i candidati alla carica di consigliere comunale (nella lista di Arneodo) c’è anche Franco Graglia, segretario provinciale di Forza Italia, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte e braccio destro del presidente Alberto Cirio sul territorio.

Questa mattina Graglia era all’inaugurazione della Fiera di San Marcellino a Macra. Gli abbiamo chiesto il perché di questa sua candidatura in un comune dell’ alta valle.
“La valle Maira – spiega - è bellissima e ha grandi possibilità che meritano di essere valorizzate al meglio. Tempo fa avevo assicurato il mio impegno all’amico Claudio Arneodo. Lui mi ha chiesto di candidarmi e per me la parola data è sacra: non ho potuto dirgli di no. Chi mi conosce lo sa: se posso essere utile – confida Graglia – sono disponibile e non mi tiro mai indietro”.
Elva torna alle urne con una posta in gioco elevata, un’incombenza da far tremare le vene ai polsi: la messa a terra dei progetti nei termini previsti dalle scadenze europee e la loro rendicontazione.
Si parla di ritardi, data la complessità della materia, e per questo si confida su possibili proroghe.
Il piccolo paese ai piedi del monte Pelvo a 1600 metri di altitudine – come si ricorderà - nel 2022 era stato individuato tra i 21 centri italiani del Piano Nazionale Borghi del Pnrr ottenendo un finanziamento di ben 20 milioni di euro.
Alla nuova amministrazione toccherà il compito di gestire la complessa fase finale della partita.
















