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Attualità | 25 aprile 2026, 17:03

Verzuolo, fiaccolata per la pace e la libertà. Omaggio alle donne staffette partigiane [FOTO]

Nel segno dell’80° anniversario del voto alle donne, la serata del 24 aprile ha unito memoria, testimonianze e ha visto grande partecipazione di persone di ogni età

La tradizionale fiaccolata di Verzuolo dedicata a alla "Pace e libertà"

La tradizionale fiaccolata di Verzuolo dedicata a alla "Pace e libertà"

Una fiaccolata partecipata e carica di significato ha attraversato Verzuolo nella serata di venerdì 24 aprile, vigilia dell’81° Anniversario della Liberazione.

Dedicata come sempre e in maniera ancora più sentita alla ‘Pace e alla libertà, la fiaccolata ha posto al centro un tema fondamentale: il ruolo delle donne nella Resistenza, in occasione dell’80° anniversario del primo voto femminile del 1946.

Partito dalla chiesa di Santa Maria della Scala, con la partecipazione di centinaia di persone, il corteo si è quindi snodato lungo corso Re Umberto, effettuando una breve sosta davanti al monumento ai caduti in piazza Martiri della Libertà, per poi proseguire fino a piazza Willy Burgo, dove ha incontrato la fiaccolata ‘Testimoni di Libertà” proveniente da Saluzzo e Manta.

 Un momento simbolico che ha unito territori e persone nel nome dei valori condivisi della libertà e della democrazia. Il corteo si è poi concluso nel cortile di Palazzo Drago, cuore degli interventi istituzionali e delle testimonianze.

 Ad aprire la serata è stata Anna Bonetto, dell’Anpi Verzuolo-Valle Varaita, che dopo aver parlato del libro 'Mio nonno era partigiano', curato  dall'associazione partigiani verzuolese, ha ricordato il significato storico di 80 anni fa: “Il 2 giugno del 1946 il referendum sancì la nascita della Repubblica e per la prima volta votarono le donne. Valori per i quali le donne della Resistenza avevano lottato a fianco dei partigiani”.

 Bonetto ha quindi richiamato il ruolo spesso poco riconosciuto delle staffette partigiane, citando figure locali come Maria Luisa Alessi, Caterina Bonetto e Caterina Comba, protagoniste silenziose ma decisive della lotta di Liberazione.

Il vicesindaco Mattia Quaglia ha sottolineato l’importanza di custodire e trasmettere quei valori: “Oggi stiamo facendo vivere questo patrimonio. Con la nostra presenza custodiamo ciò che ci sta più a cuore: la libertà e la memoria. Sono beni resi fragili dalla disattenzione e che richiedono consapevolezza e impegno. Si tratta di un patrimonio che deve essere custodito con il cuore e trasmesso alle nuove generazioni.

Ricordare le donne partigiane verzuolesi significa dare il giusto riconoscimento a chi, spesso lontano dai riflettori, ha reso possibile la Resistenza. È nostro dovere continuare a raccontare queste storie, perché senza memoria non c’è futuro”.

A portare la voce delle nuove generazioni è stata la giovane sindaca del Consiglio comunale dei ragazzi Marta Giolitti: “Tutti noi diamo la libertà per scontata, ma essere liberi e lontani dalla guerra è un privilegio. Oggi siamo qui per ricordare chi ha creduto in un Paese migliore e per rinnovare l’appello alla pace”.

Particolarmente toccante il momento curato dagli studenti e dalle studentesse delle classi terze della scuola secondaria di primo grado (medie) ‘Leonardo da Vinci’ di Verzuolo, che hanno ricordato tre figure emblematiche della Resistenza locale: Paola Sibille, Margherita Comoglio e Maria Luisa Alessi”. “Erano staffette – hanno spiegato – e proprio questo ruolo, a lungo considerato secondario, si rivela oggi essenziale. La libertà è arrivata a noi anche attraverso il loro coraggio”.

 La serata ha aperto anche uno sguardo internazionale sulla guerra in Iran grazie all’intervento di Nikzat Khosro, già medico all’ospedale di Cuneo e presidente dell'associazione medici e farmacisti iraniani in Italia, che ha ringraziato l’Anpi per l’invito sottolineando come libertà e diritti non siano mai scontati, ma frutto di sacrifici.

“Quello che avete vissuto voi ottant’anni fa, oggi lo stiamo vivendo noi -, ha affermato il medico, tracciando un parallelo tra la Resistenza italiana e la situazione in Iran. - Le donne partigiane sono un esempio universale: oggi anche in Iran sono in prima linea per la libertà. E anche per questo il messaggio che arriva da queste valli è ancora attuale: pace e libertà. Le staffette partigiane che avete ricordato questa sera  superano il tempo e i confini. La loro voce è arrivata fino a noi”. 

Un passaggio particolarmente toccante è stato dedicato alle donne iraniane:Oggi in Iran sono soprattutto le donne a essere in prima linea. Lottano per i loro diritti, per la libertà, contro imposizioni e violenze. E lo fanno anche grazie a esempi come quelli della Resistenza itaiana. Non è un caso che nelle manifestazioni si canti ‘Bella ciao’, tradotta in persiano: è il segno che quei valori sono universali".

Infine, un forte richiamo alla responsabilità collettiva: “Noi diciamo no alla guerra e no alla dittatura. Esiste una terza via: sostenere i popoli che lottano per la libertà e per una società democratica. Il nostro messaggio, questa sera come in Iran, è lo stesso: sì alla pace, sì alla libertà, sì ai diritti delle donne e degli uomini. È questo il futuro che dobbiamo costruire insieme”.

A chiudere gli interventi è stato Dario Peirano presidente dell’Anpi Verzuolo-Valle Varaita:  “Vorrei innanzitutto mandare un saluto al nostro sindaco Giampiero Pettiti, che lo scorso anno era qui con noi e che questa sera non può essere presente per motivi di salute. Il suo impegno e la sua vicinanza a queste iniziative non sono mai mancati”.

Peirano ha poi richiamato il valore universale della pace: “Immaginate un mondo senza guerre, senza odio, senza confini per cui uccidere o morire. Sembra un sogno, ma purtroppo oggi è ancora lontano. Ogni angolo del mondo è segnato da conflitti: penso anche a guerre di cui si parla poco, come quella in Sudan, dove si consuma una tragedia umanitaria drammatica. Davanti a tutto questo non possiamo restare indifferenti”.

Un passaggio centrale del discorso di Peirano è stato dedicato al significato dell’eredità partigiana: “I partigiani ci hanno lasciato un Paese libero, democratico, e una Costituzione che all’articolo 11 ripudia la guerra. Questo è il lascito più grande che abbiamo ricevuto, ma non è scontato: può essere messo in discussione se non lo difendiamo ogni giorno”.

Da qui l’invito all’impegno civile: “Dobbiamo tornare ad essere partigiani, non con le armi, ma con le scelte quotidiane. Essere di parte è un valore: noi siamo dalla parte della pace, della giustizia, della libertà. E questo significa avere il coraggio di chiedere con forza che si lavori davvero per il dialogo e per la fine dei conflitti, senza accettare compromessi al ribasso”.

Peirano ha quindi richiamato il senso profondo del 25 aprile: “Non è solo una data, ma un insieme di valori: dignità, lavoro, uguaglianza, diritti. E soprattutto pace, che si costruisce con il dialogo e non con il riarmo”.

Alla fine, un momento carico di emozione e simbolismo: “Questa sera abbiamo ricordato le staffette partigiane, donne straordinarie che hanno contribuito in modo decisivo alla Liberazione. E allora vi chiedo di immaginare una di loro, Caterina Comba, nome di battaglia ‘Speranza’, arrivare qui in bicicletta. Per credere e continuare ad avere speranza in un mondo migliore, senza guerra e senza sofferenza”.

E proprio a sorpresa, tra l’emozione dei presenti, è arrivata davvero in bicicletta una donna che raffigurava Caterina Comba, rievocando il ruolo delle staffette partigiane della 181ª Brigata Garibaldi.

Alla serata hanno partecipato centinaia di persone, molti giovani e bambini, numerosi sindaci del territorio e il consigliere regionale Mauro Calderoni, autorità militari e religiose, a testimonianza di una memoria condivisa e viva.

La commemorazione si è conclusa con il concerto del gruppo musicale ‘Lou Tapage’, sulle note del canto partigiano ‘Fischia il vento’, seguito dalle danze occitane.

Questa mattina, sabato 25 aprile, Verzuolo ha commemorato l’81° anniversario della Liberazione con la messa alla cappella della Madonna della Neve di Villanovetta, seguita dalla celebrazione al Parco della Resistenza e dal pranzo conviviale.

Anna Maria Parola

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