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Politica | 02 maggio 2026, 06:08

Confindustria Cuneo e Fondazione Crc nella nuova compagine azionaria de "La Stampa"?

L’input è arrivato dall’Unione Industriali e ora è sul tavolo di Palazzo Vitale in via Roma. Il tema è oggetto di confronto da alcuni giorni mentre il tempo stringe: la decisione se inserirsi nella cordata deve essere assunta entro il 31 maggio

Confindustria Cuneo e Fondazione Crc nella nuova compagine azionaria de "La Stampa"?

La vendita del quotidiano torinese "La Stampa", oggi diretto da Andrea Malaguti, ha subito un’accelerazione negli ultimi giorni del mese di aprile.

Dopo lunghe trattative risulta essere stata definita, per quanto non ancora nei dettagli, la compagine azionaria della nuova proprietà.

Ad avere il controllo con circa il 51% - in ogni caso la maggioranza - la Sae (Sapere Aude Editori) di Alberto Leonardis con una partecipazione minoritaria (indicata tra il 20 e il 25%) che resterebbe ancora in capo alla famiglia Agnelli-Elkann.

Autorevoli quotidiani economici nazionali – a partire da "Italia Oggi" – riferiscono che le Confindustrie locali, sia di Torino che di altre province piemontesi tra cui Asti e Cuneo (resta incerta Novara), siano state interessate per un portafoglio che potrebbe aggirarsi complessivamente intorno al 20%.

Mentre si mostrano prudenti le due grandi fondazioni bancarie piemontesi, Fondazione Crt  e Compagnia di San Paolo, viene data per certa la partecipazione della Fondazione Modena con una partecipazione ipotizzata del 5%.

Confindustria Cuneo – da qualche tempo a questa parte - sta mostrando come non mai interesse al comparto editoriale provinciale nel quale, lo scorso anno, ha investito significative risorse nell’Albese.

La congiuntura richiede una riflessione urgente: fare un ulteriore salto valutando l’opportunità di aderire alla nuova compagine azionaria de La Stampa o restarsene alla finestra a prescindere dalle decisioni delle altre consorelle piemontesi?

L’interessamento degli industriali della Granda ha un suo perché dal momento che la storica testata torinese era di proprietà della famiglia Agnelli.

"La Stampa", “La Busiarda” come veniva definita nella vulgata popolare in contrapposizione alla Gazzetta del Popolo perché ritenuta la voce del padrone, l’Avvocato, ha rappresentato per anni l’organo di informazione del mondo imprenditoriale piemontese e nazionale.

Il tema è sul tavolo di Casa Betania, nuova sede degli industriali cuneesi, dopo il trasloco dalla storica sede di corso Dante.

Se ne sta valutando la valenza strategica e, soprattutto, si cerca di quantificare l’entità della cifra da mettere eventualmente sul piatto.

Un investimento? Una partecipazione “politica”? Un gesto di solidarietà o mecenatismo che dir si voglia verso il mondo dell’informazione cuneese e piemontese?

Questi sono i temi al centro della discussione tra gli imprenditori e, come si può intuire, di non univoca interpretazione: c’è chi spinge e chi, prudentemente, frena.

Da Casa Betania la questione è arrivata a Palazzo Vitale in via Roma, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, dove la questione risulta essere stata oggetto di alcuni, primi informali scambi di vedute.

L’ultimo atto del passaggio da Gedi a Sae&associati viene dato per imminente: il 31 maggio.

Giampaolo Testa

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