Sabato 9 maggio alle 17, nella Sala Ipogea della Fondazione Peano (Corso Francia 47, Cuneo), inaugura la mostra personale di Guido Navaretti (Torino, 1952), a cura di Ivana Mulatero.
Evento sedicesimo della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”, sostenuta da Regione Piemonte e Fondazione CRC, con patrocinio di Città di Cuneo e Incisori Contemporanei, visitabile dal 9 maggio al 7 giugno (giovedì-domenica, 16-19, ingresso libero).
La retrospettiva documenta oltre 40 anni di carriera, dalle prime incisioni a inchiostro (1982) alle recenti su metacrilato (2026), formatosi all'Accademia Albertina con Mario Calandri e Francesco Franco.
Centrali l’etica del bulino come “lento vomere” contro la fretta contemporanea e il “cambio di emisfero” del 1999: passaggio alla metacrilatografia, dove il segno “risparmiato” estrae luce dal nero assoluto.
Le 60 opere circa narrano una poetica di “successive attribuzioni”, senza bozzetti: la forma emerge interrogando l’artista, culminando in titoli come consuntivi esistenziali, con stampe in musei come Victoria and Albert (Londra) e China Printmaking Museum.
Ex docente nei licei artistici di Milano, Novara e Torino, Navaretti lega il suo lavoro a Franco Masoero Edizioni e Nuova Xilografia.















