In uno scenario mondiale sempre più instabile e in cambiamento a causa di venti di guerra, Medici con l’Africa Cuamm ogni giorno si impegna per “costruire” e non distruggere, per portare cure e salute ai più fragili, in Africa.
“Crescere la speranza” è un appuntamento in programma sabato 9 maggio alle ore 18,30 a Vicoforte, per raccontare il lavoro e le sfide in uno degli Stati più difficili, la Repubblica Centrafricana, dove in un solo anno, nel 2025, è stata costruita una scuola per ostetriche e infermieri: quella di Bossangoa. In un’area periferica e rurale, lontana dalla capitale, una scuola annessa all’ospedale, realizzata grazie al sostegno di tanti, anche della rete di appoggio del Piemonte porta speranza e futuro alla popolazione e ai primi studenti, che nel mese di novembre, dopo l’inaugurazione, hanno cominciato le loro lezioni.
A raccontare questa sfida saranno don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, Fabrizio Dacquino, pediatra che da specializzando ha prestato servizio con il Cuamm Sierra Leone, Sophia Fois, studentessa di Medicina che ha trascorso un periodo a Wolisso, in Etiopia. Modera Paolo Roggero, giornalista de L'Unione Monregalese.
Una serata che accompagnerà il pubblico con stimoli e riflessioni in un viaggio per mettere al centro l’Africa, le sue fragilità, ma anche la sua capacità di resistere e rinnovarsi.
L'ingresso è libero. Per info, Stefano Durando: s.durando@cuamm.org; cell. 345/0525221.
Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 9 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Costa d’Avorio, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 3.400 operatori sul campo, di cui 247 italiani. Appoggia 21 ospedali e 124 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta e prevenzione all’Hiv/Aids, alla tubercolosi e alla malaria) 4 scuole per infermieri e ostetriche e una università (in Mozambico).














