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Politica | 21 maggio 2026, 16:28

Report Caritas Cuneo-Fossano, Marro (Avs): "Emerge una povertà sempre più giovane e strutturale"

La consigliera regionale interviene ancora suggerendo: "Serve rafforzare il collegamento tra servizi sociali, sanitari e abitativi"

Report Caritas Cuneo-Fossano, Marro (Avs): "Emerge una povertà sempre più giovane e strutturale"

Mentre il Governo Meloni e la Giunta Cirio continuano a investire soprattutto sull’immagine dei territori, sui grandi eventi, sul marketing gastronomico e su una visione della sicurezza fondata quasi esclusivamente sulla repressione, il disagio sociale continua a crescere. E il nuovo report della Caritas diocesana di Cuneo-Fossano lo racconta con grande chiarezza: aumentano le persone fragili, aumentano i giovani in difficoltà e aumentano le situazioni di povertà che diventano permanenti.

Lo dichiara la consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro commentando i dati presentati dalla Caritas Diocesana di Cuneo-Fossano.

La sicurezza non si costruisce con slogan o misure esclusivamente punitive, che spesso si rivelano anche molto costose e inefficaci. La vera sicurezza si costruisce investendo in casa, salute mentale, inclusione sociale, servizi territoriali e percorsi di autonomia. Per questo il report Caritas dovrebbe essere letto come un forte richiamo politico e istituzionale”.

“Le persone ascoltate sono state 1866, con un 32% di nuovi accessi. Colpisce in particolare il dato relativo ai giovani tra i 18 e i 25 anni: cinque anni fa rappresentavano il 5% delle persone seguite, oggi sono l’8,3%, con percentuali ancora più alte nei servizi mensa. È il segnale di una fragilità che non è più episodica ma strutturale”.

Secondo Marro, il report evidenzia non soltanto un aumento della povertà economica, ma anche della solitudine sociale: “Sempre più persone vivono senza reti familiari o relazionali solide. Molti lavorano, ma non riescono comunque a sostenere affitti, bollette e costo della vita. La povertà lavorativa è diventata una realtà stabile per troppe persone”.

Tra i problemi più evidenti emerge quello abitativo: “La difficoltà di accesso alla casa continua a colpire soprattutto le persone straniere. Senza una casa stabile è difficile costruire percorsi di autonomia, trovare continuità lavorativa e uscire da condizioni di fragilità”.

La consigliera regionale sottolinea inoltre il valore del lavoro svolto dalla rete territoriale: “La Caritas, insieme al volontariato, agli operatori sociali, agli enti del territorio e in collaborazione con il Comune di Cuneo, svolge un lavoro fondamentale di ascolto e accompagnamento delle persone fragili. Esperienze come queste dimostrano quanto sia importante costruire reti solide e continuative”.

Quello che oggi manca, però, è un collegamento più forte e strutturato tra tutti i livelli dei servizi pubblici coinvolti: sociale, sanitario, salute mentale, dipendenze, politiche abitative e inserimento lavorativo. In questi mesi ho chiesto più volte chiarimenti sul funzionamento concreto della rete tra ASL, Centri ISI, SerD, servizi sociali e percorsi di accompagnamento. Per proporre politiche che funzionano serve capire come lavorano i servizi, supportarli affinché possano dialogare in modo efficace, favorire la comunicazione e la contaminazione. È necessario rafforzare la capacità di lavorare insieme, perché le fragilità non possono essere affrontate a compartimenti separati”.

Marro interviene infine anche sulle polemiche che nei giorni scorsi hanno coinvolto la Caritas: “Attaccare chi offre un pasto, un dormitorio o un ascolto anche a persone con precedenti penali è pericoloso e sbagliato. La vera sicurezza non si costruisce abbandonando le persone all’invisibilità, ma creando percorsi di inclusione e reinserimento”.

Il report Caritas deve essere letto come un campanello d’allarme collettivo. Servono servizi accessibili, maggiore integrazione tra sociale e sanità, politiche abitative più efficaci e strumenti concreti di emancipazione. Perché il numero delle persone che vivono condizioni di marginalità continua a crescere, e non possiamo considerarlo normale”.

c.s.

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