Cia Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta e Cia Cuneo si uniscono al cordoglio espresso dal presidente nazionale di Cia Agricoltori italiani, Cristiano Fini, per la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e figura di riferimento internazionale per la cultura del cibo, della biodiversità e della sostenibilità agricola.
«Il nostro è l’addio a un padre della terra e precursore di futuro – ha dichiarato Fini –, perdiamo una figura di riferimento che ha saputo scuotere le coscienze in modo indelebile, segnando profondamente il dibattito culturale, agricolo e sociale del nostro Paese. Ci lascia un testamento prezioso, che ci invita a proseguire nella missione che vede gli agricoltori custodi del territorio, ispirati dai suoi pilastri del cibo buono, pulito e giusto».
Il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, sottolinea come “Carlin Petrini abbia rappresentato una voce autorevole e innovativa capace di dare centralità al ruolo dell’agricoltura, delle comunità rurali e della qualità alimentare. La sua visione ha contribuito a diffondere una nuova consapevolezza sul valore della biodiversità, della sostenibilità e del legame profondo tra uomo, ambiente e territorio. Alla sua famiglia e alla grande comunità che lo ha accompagnato in questo percorso va la vicinanza di Cia Piemonte e Valle d’Aosta”.
Particolarmente forte il legame con il territorio di origine, il Cuneese, ricordato dal presidente provinciale di Cia Cuneo, Marco Bozzolo, e dal direttore provinciale Igor Varrone: «Con Carlin Petrini – dichiarano Bozzolo e Varrone – se ne va una figura che ha saputo portare le radici profonde della Langhe e della Granda nel mondo, trasformando una visione nata in terra cuneese in un movimento culturale globale. La Cia di Cuneo ha visto nascere e crescere il progetto di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, istituzioni delle quali siamo partner e con cui abbiamo condiviso fin dall’inizio la stessa idea di agricoltura: legata ai territori, alle tradizioni, alla qualità delle produzioni e alla dignità del lavoro agricolo».
«Petrini – aggiungono – ha avuto il merito di riportare al centro il valore del cibo come espressione culturale, sociale ed economica delle comunità rurali. La sua eredità continuerà a essere un punto di riferimento anche per il mondo agricolo cuneese, che in questi anni ha camminato al fianco delle sue intuizioni e delle sue battaglie».













