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Attualità | 22 maggio 2026, 10:07

Psa, dalla Ue nuove limitazioni nel Cuneese: appello di Confagricoltura ad allevatori e istituzioni

Salgono a 53 i comuni della provincia di Cuneo in zona di restrizione. Enrico Allasia: “Porre massima attenzione alle misure di biosicurezza aziendale e intensificare le azioni di contenimento dei cinghiali”

Psa, dalla Ue nuove limitazioni nel Cuneese: appello di Confagricoltura ad allevatori e istituzioni

“La notizia che due comuni della provincia di Cuneo siano stati inseriti dall’Unione europea in zona di restrizione III, quella che rappresenta la situazione più grave, dimostra che il rischio di diffusione della Peste Suina Africana è tornato ad essere elevato e che la malattia resta una minaccia concreta per un comparto strategico come quello suinicolo della Granda, dove lo ricordiamo sono presenti 900mila capi, quasi la totalità di quelli piemontesi e un decimo dei nazionali. Rivolgiamo quindi un appello agli allevatori affinché mantengano altissima l’attenzione sulle misure di biosicurezza aziendale, ma anche alla politica: il controllo della PSA non può fermarsi ai confini amministrativi”. Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo commenta così il Regolamento 2026/1136 della Ce in vigore da oggi – venerdì 22 maggio, ndr – che ha aggiornato le zone di restrizione dopo il focolaio di Peste Suina Africana registrato in un allevamento semibrado nel comune di Montechiaro d’Acqui, in provincia di Alessandria e che innalza a 53 i comuni della provincia di Cuneo in zona di restrizione (35 in zona di restrizione I, 16 in zona di restrizione II, 2 in zona di restrizione III).

“La situazione conferma quanto sia indispensabile continuare a presidiare il territorio e proseguire il lavoro svolto in questi anni – prosegue Allasia -. Chiediamo che gli Ambiti territoriali di caccia e i Comprensori alpini proseguano con determinazione il lavoro di contenimento e di abbattimento dei cinghiali. Allo stesso modo, occorre però un deciso snellimento della burocrazia collegata alle attività di contenimento. I risultati ottenuti finora non devono far pensare che il pericolo sia superato: quanto sta accadendo dimostra esattamente il contrario”.

La revisione della zonizzazione interessa molto la provincia di Cuneo che vede salire di ben 22 unità i comuni considerati in aree a rischio: per la prima volta Alba entra in zona di restrizione I, mentre Cortemilia e Perletto, comuni a circa 30 chilometri di distanza da Montechiaro d’Acqui, vengono inseriti in zona III, il livello più elevato di restrizione. L’aggiornamento delle aree soggette a misure di contenimento segue l’evoluzione epidemiologica, in risalita soprattutto nel Savonese.

Il presidente di Confagricoltura Cuneo richiama così il ruolo delle istituzioni, a partire dalle Regioni: “Il Piemonte, in particolare la Provincia di Cuneo con la sua Cabina di regia della quale fa parte anche Confagricoltura Cuneo ha portato avanti una politica che fino a oggi ha dato risultati positivi e che ha consentito di affrontare una situazione complessa con serietà e metodo. Tuttavia, è necessario che tutte le istituzioni facciano la loro parte, intensificando le azioni di contenimento dei cinghiali lungo l’Appennino, in particolare in Valle Bormida, considerata corridoio di diffusione del virus. Un appello che rivolgo alle realtà confinanti con il Piemonte che magari non hanno nella suinicoltura un comparto trainante come il nostro, ma che devono comunque contribuire in maniera efficace al contenimento della malattia. Di fronte a un problema come questo – conclude Allasia – serve un’azione coordinata tra allevatori, mondo venatorio, servizi veterinari e istituzioni. La tutela della filiera suinicola dalla PSA, che ricordiamo non ha alcun risvolto sulla salute umana, passa da una responsabilità condivisa”.

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