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Attualità | 03 giugno 2026, 08:42

Ai Castelli di Lagnasco un viaggio nella fotografia analogica con Danilo Galizia

Sabato 6 giugno alle 21 la conferenza inaugurale della mostra “Tra luce e sali d’argento”. Esposte 15 stampe in bianco e nero dedicate ai manieri. Galizia: “La fotografia su pellicola è un’esperienza concreta, fatta di attesa, errori e autenticità”

Danilo Galizia in camera oscura, mentre sviluppa fotografie analogiche

Danilo Galizia in camera oscura, mentre sviluppa fotografie analogiche

I Castelli di Lagnasco si preparano ad accogliere un evento dedicato al fascino senza tempo della fotografia analogica. Sabato 6 giugno, alle 21, nella sala conferenze dei manieri Tapparelli d’Azeglio, si terrà l’incontro inaugurale della mostra fotografica ‘Tra luce e sali d’argento: un viaggio nella fotografia su pellicola ai Castelli di Lagnasco’, curata da Danilo Galizia.

L’appuntamento, organizzato dall’associazione ‘Riapriamo i Castelli di Lagnasco’, offrirà al pubblico un percorso attraverso la storia dell’invenzione della fotografia, per comprenderne il valore, le peculiarità e alcune curiosità, prima di approfondire il significato e il fascino della fotografia analogica nell’epoca digitale.

La mostra è composta da 15 stampe fotografiche in bianco e nero ai sali d’argento dedicate ai Castelli di Lagnasco, accompagnate dai relativi provini, dai negativi e persino da alcuni errori di lavorazione. Un percorso che intreccia arte, storia e contemplazione, valorizzando il complesso monumentale come luogo ideale per creare immagini capaci di custodire non soltanto un valore estetico, ma anche una profonda risonanza emotiva.

Medico di professione e fotografo per passione, Danilo Galizia coltiva da anni un particolare interesse per la fotografia su pellicola. Nei ritagli di tempo realizza personalmente ogni fase del processo creativo, dallo scatto allo sviluppo fino alla stampa finale in camera oscura. Per lui la macchina fotografica analogica e la camera oscura rappresentano anche strumenti di mindfulness e di attenzione consapevole.

Oggi – spiega Galizia – per ottenere un’immagine nitida e ben contrastata basta spesso uno smartphone, mentre con l’intelligenza artificiale è possibile persino generare immagini a partire da un semplice prompt. Eppure proprio questa immediatezza evidenzia la distanza tra la realtà vissuta e l’immagine prodotta. La fotografia, che significa letteralmente ‘scrivere con la luce’, nella sua forma analogica lascia invece un’impronta fisica e tangibile grazie alla reazione fotochimica dei sali d’argento”.

Galizia sottolinea come ogni fotografia analogica richieda tempo, riflessione e scelta: “Prima di premere il pulsante bisogna osservare, pensare e decidere. Un rullino offre al massimo 36 pose e ogni scatto ha un costo mentale ed economico. Dopo arriva il processo di sviluppo e poi la camera oscura, dove l’immagine emerge lentamente sulla carta in una sorta di piccola magia”.

Un aspetto centrale del suo lavoro riguarda il valore dell’imperfezione. “In ogni fase della fotografia analogica è presente il rischio di commettere un errore: un tempo di scatto troppo lungo, una messa a fuoco non perfetta, una sovraesposizione o una grana più evidente del previsto. Nel mondo della perfezione digitale questi elementi potrebbero sembrare difetti, ma sono proprio loro a rendere ogni stampa ai sali d’argento un oggetto irripetibile, limitato e talvolta unico”.

La conferenza inaugurale intende accompagnare il pubblico in un viaggio che parte dalle origini della fotografia e arriva ai giorni nostri, mostrando come lo scatto meccanico, la camera oscura e la stampa possano ancora offrire un’esperienza intensa, concreta e profondamente personale, senza contrapporsi alla fotografia digitale ma evidenziandone caratteristiche e potenzialità differenti.

L’evento è gratuito. Per partecipare è richiesto l’accreditamento attraverso il sito www.dacord.it.

Anna Maria Parola

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