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Attualità | 08 giugno 2026, 17:00

Riorganizzazione 118, i sindaci dell'Asl Cn1: “Studieremo il piano e presenteremo delle osservazioni”

L'incontro convocato dalla presidente della Conferenza dei sindaci Roberta Robbione lo scorso 4 giugno alla presenza dell'assessore regionale Riboldi, Azienda Zero e vertici dell'Asl ha visto la presentazione del nuovo sistema. Entro fine mese anche il distretto Sud-Ovest formulerà i propri documenti ufficiali, vigilando affinché le istanze vengano realmente accolte

Riorganizzazione 118, i sindaci dell'Asl Cn1: “Studieremo il piano e presenteremo delle osservazioni”

Nella sua recente trasferta a Cuneo l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, insieme ai vertici di Azienda Zero e Asl Cn1, ha presentato alla Conferenza dei Sindaci dell'Asl Cn1 il piano di riorganizzazione territoriale del servizio di emergenza-urgenza 118 previsto dalla Regione Piemonte ma non ancora operativo. I sindaci si sono riservati di studiare approfonditamente la documentazione prodotta prima di esprimere giudizi definitivi.

Un incontro atteso, dopo quello indetto dalla presidente della Rappresentanza dei Sindaci, la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero, lo scorso 11 maggio.

Il nodo centrale della questione, oltre agli aspetti puramente tecnici del sistema, è metodologico. Dai primi cittadini il messaggio è stato chiaro rivendicando un ruolo attivo nella programmazione sanitaria, rifiutando decisioni preimpostate a livello regionale senza una preventiva e reale concertazione.

Il dibattito e la preoccupazione legati alle sorti del soccorso territoriale erano già emersi con forza nelle scorse settimane, tanto da finire in Consiglio comunale a Cuneo. In quella sede Patrizia Manassero aveva condiviso la preoccupazione generale sul tema e ancor più la mancanza di confronto con il territorio da parte dei vertici sanitari e regionali prima della stesura del piano. Un segnale chiaro che ha unito i primi cittadini in un fronte comune nell'esigere rispetto per le comunità che rappresentano. “Chiediamo maggiore attenzione e confronto con i sindaci – hanno dichiarato attraverso la presidente Robbione -. Molti di noi hanno saputo tardivamente di questa riorganizzazione. Eppure, siamo sempre chiamati, ogni giorno, a dare risposte alla nostra cittadinanza. È difficile farlo senza avere tutti gli elementi e senza essere coinvolti per tempo”.

Ad aprire i lavori della Conferenza dei Sindaci dell'Asl Cn1, dunque, è stata la presidente Roberta Robbione, sindaca di Borgo San Dalmazzo, che ha ringraziato i presenti per la partecipazione, l'assessore regionale Federico Riboldi, il direttore generale di Azienda Zero Adriano D'Angelo e il direttore generale dell'Asl Cn1 Giuseppe Guerra, per la disponibilità al confronto.

Robbione ha esordito mettendo in chiaro la rilevanza dell'incontro e ripercorrendo le tappe che hanno portato alla convocazione dell'assemblea, ricordando le segnalazioni giunte dalle aree più periferiche e montane dell'Asl, dove i tagli o le rimodulazioni delle ambulanze e delle automediche spaventano maggiormente. Proprio per questo, Robbione ha espresso con fermezza il rammarico dei primi cittadini per le modalità con cui si è giunti a questo snodo della sanità locale.

I sindaci lamentano infatti la percezione di un piano strutturato interamente "dall'alto", senza una preliminare condivisione con i rappresentanti del territorio, che si trovano quotidianamente in prima linea nel raccogliere le istanze e le preoccupazioni dei cittadini. In merito alle basi scientifiche e logistiche sulle quali poggia l'intera manovra di riordino regionale, la presidente della Conferenza ha avanzato una richiesta esplicita: “So che è stato commissionato uno studio (ad AGM) sul riordino della rete emergenza/urgenza della nostra Regione che, partendo da una analisi puntuale del contesto, individua un modello di sviluppo per rispondere davvero ai bisogni dei territori. Su questo studio e sulle scelte fatte finora chiediamo cortesemente di avere contezza”.

I prossimi passi vedranno ora i sindaci impegnati nell'esame attento delle slide e del piano presentati. Il lavoro di analisi procederà per quadranti e distretti sanitari, in modo da calibrare le richieste sulle esigenze specifiche di ogni vallata e pianura. Ogni distretto farà le proprie osservazioni specifiche rispetto al proprio territorio. Mentre il distretto di Mondovì ha già fornito i propri riscontri, il distretto Sud-Ovest (che include Cuneo e Borgo San Dalmazzo) formulerà i propri documenti ufficiali entro la fine del mese.

Per l'area delle valli afferenti a Borgo San Dalmazzo, in particolare, il presidio del 118 rimarrebbe presso la nuova Casa di Comunità.

La posizione espressa da Roberta Robbione rimane di prudente ma ferma attesa: “I sindaci si riservano il diritto di approfondire ogni carta prima di esprimere giudizi definitivi, vigilando affinché le loro osservazioni vengano realmente accolte nel piano finale”.

Un'ultima precisazione in chiusura della sua introduzione lascia spazio alla speranza a un lavoro condiviso: “Nella riunione della Rappresentanza, ci è stato riferito che l’introduzione del sistema è attualmente sospeso in esito alle varie interlocuzioni e richieste pervenute da più territori. Di questo ringrazio perché solo ascoltando chi sta sul territorio è possibile costruire un servizio migliore per tutti”.

Sara Aschero

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