Paesana rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri. Sabato 13 giugno, alle 9,30, nella Sala Fonti Alta Valle Po (in via Roma 61), sarà presentato il volume “Il Giovane Chiaffredo Bergia”, scritto dai sottufficiali dell’Arma dei Carabinieri Stefano De Carolis e Nicola Cotti, pubblicato da Carta Bianca con il patrocinio del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e del Comune di Paesana.
L’iniziativa rappresenta un importante momento di riscoperta storica per i paesanesi. Chiaffredo Bergia, nato il 1° gennaio 1840 in borgata Oliva, è considerato uno dei carabinieri più decorati della storia d’Italia, ma nel suo paese d’origine la sua figura è rimasta a lungo poco conosciuta, nonostante una via a lui dedicata.
Il libro nasce proprio dalla volontà di colmare questa lacuna. Nicola Cotti, comandante della Stazione Carabinieri Torino Pozzo Strada e originario di Paesana, insieme al collega Stefano De Carolis, specializzato nella tutela del patrimonio culturale, ha ricostruito gli anni giovanili e la vicenda umana di Bergia attraverso documenti d’archivio, testimonianze familiari e materiali inediti.
La storia del futuro capitano parte da condizioni molto umili. Primo di undici fratelli, figlio di contadini analfabeti, da adolescente attraversò le Alpi per lavorare in Francia prima di rientrare in Italia e arruolarsi nei Carabinieri Reali nel dicembre del 1860. Da semplice carabiniere riuscì a raggiungere il grado di capitano esclusivamente grazie ai meriti maturati sul campo.
Bergia divenne una figura centrale nella lotta al brigantaggio che interessò il Mezzogiorno negli anni successivi all’Unità d’Italia. Operò in un contesto complesso, segnato dall’applicazione della Legge Pica del 1863, normativa straordinaria adottata per contrastare il fenomeno. Alla guida delle cosiddette “squadriglie volanti”, composte da carabinieri, militari e profondi conoscitori del territorio, contribuì in modo decisivo al ripristino della legalità nelle aree più colpite.
Le sue imprese gli valsero una medaglia d’oro, due d’argento e una di bronzo al valor militare. Tuttavia gli autori hanno scelto di raccontare non soltanto il servitore dello Stato e il protagonista delle operazioni contro il brigantaggio, ma anche l’uomo e il padre di famiglia, ricordato per il suo forte senso del dovere e per la generosità con cui spesso devolveva in beneficenza le ricompense ottenute per la cattura dei latitanti.
Le ricerche condotte negli archivi di Bari hanno inoltre permesso di recuperare documenti inediti relativi alla morte di Bergia, avvenuta nel 1892, e alle solenni esequie che coinvolsero l’intera città. Nel 1914, in occasione del primo centenario dell’Arma dei Carabinieri, gli fu dedicato un monumento bronzeo nel cimitero monumentale di Bari, ancora oggi esistente.
L’incontro sarà introdotto dal sindaco di Paesana Emanuele Vaudano, moderato dal colonnello Ernesto Sacchet e vedrà la partecipazione del generale Antonino Neosi, capo del Dipartimento dei beni storici, archivistici e museali dell’Arma dei Carabinieri.
Al termine della presentazione si terrà lo scoprimento di una targa commemorativa dalla casa natale di Chiaffredo Bergia in borgata Oliva, un gesto simbolico che riporta definitivamente a casa la memoria di un uomo che, partito da una piccola borgata ai piedi del Monviso, seppe diventare un esempio di coraggio, legalità e servizio allo Stato.














