Sarà inaugurata venerdì 17 luglio 2026 alle ore 18.00, presso la Pinacoteca civica Levis Sismonda di Racconigi (Piazza Vittorio Emanuele II), la mostra “Tesserò un filo che sfidi il vento”, prima rassegna antologica dedicata all’artista cilena Alejandra Alarcón Aránguiz (Talagante, 1970). L’esposizione, visitabile fino al 13 settembre, è curata da Anna Cavallera e organizzata dall’Associazione PresidiARTE A.p.S., con il patrocinio di numerosi enti e realtà istituzionali e culturali del territorio e internazionali.
Il percorso espositivo raccoglie circa quaranta opere tra grafica, pittura, arte tessile e installazioni plastiche, restituendo al pubblico la complessità di una ricerca artistica che si colloca tra le più significative espressioni contemporanee della Fiber Art. Il lavoro di Alarcón Aránguiz supera infatti i confini tradizionali dell’artigianato, trasformando il tessuto in superficie pittorica e linguaggio concettuale, capace di affrontare temi urgenti come la memoria collettiva, l’esilio, la resistenza femminile e la denuncia della violenza.
Attraverso tecniche raffinate come batik, shibori, ecoprint e pittura diretta su fibra, l’artista costruisce opere di forte impatto visivo e simbolico. La stratificazione dei materiali e il quilting pittorico figurativo generano ritratti intensi, caratterizzati da profondità volumetrica e tensione emotiva. Il filo, la trama e l’ordito diventano strumenti narrativi e politici, in un processo che unisce gesto artistico e rammendo sociale.
Tra i nuclei centrali della mostra spicca la serie “Biografia tessile di donne eccezionali”, con ritratti dedicati a figure iconiche quali Violeta Parra, Chavela Vargas, le Hermanas Mirabal, Angela Davis, Simone de Beauvoir, Malala Yousafzai e la partigiana Maria Accornero. Completano la sezione due busti tessili dedicati alle attiviste Jacqueline Moudeina e Rigoberta Menchú, nei quali la fibra assume una dimensione scultorea.

Il percorso prosegue con “Resistenza e legami: dialogo tra il contemporaneo e l’eredità ancestrale dei popoli andini”, articolato in tre sezioni che approfondiscono il valore identitario e simbolico del tessile nella cultura andina, fino a un omaggio alla maestra del batik cileno Ana María Solervicens.
La mostra rappresenta una tappa significativa nel crescente percorso internazionale dell’artista, recentemente protagonista di esposizioni a Torino, Dronero, Saragozza e Buenos Aires. A Racconigi, l’antologica si propone non solo come evento artistico, ma come spazio di riflessione e confronto: nel corso della rassegna sono infatti previsti incontri e momenti di approfondimento dedicati ai temi dell’esposizione.
Un appuntamento di rilievo per il territorio, capace di coniugare arte contemporanea, impegno civile e dialogo interculturale.














