Il Piemonte turistico chiude il primo semestre 2026 con una crescita del 9,22% negli arrivi e del 10,38% dei turisti internazionali. Numeri che collocano la regione tra le migliori performance italiane e che, letti dal territorio, raccontano una trasformazione ancora più profonda.
A spiegarla è Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, che invita a guardare oltre il dato generale: il territorio continua a crescere, ma soprattutto sta cambiando il proprio modo di essere destinazione.
Che cosa dicono questi numeri per Langhe Monferrato Roero?
"Questo anno sta andando alla grandissima. Se leggiamo il +9,22% regionale e lo mettiamo insieme ai dati dei mesi precedenti, capiamo che il nostro territorio continua a crescere più della media piemontese. Siamo di nuovo dentro un anno in cui Langhe Monferrato Roero crescono a doppia cifra rispetto all’anno precedente."
Dove si vede questa crescita?
"Gennaio, febbraio e marzo sono stati mesi tutto sommato tranquilli, in linea con l’anno scorso. Ad aprile, maggio e giugno, invece, c’è stata un’esplosione. Le strutture hanno lavorato a pieno regime e questo conferma una novità: il cuore dell’anno sta diventando il periodo in cui le persone vengono di più da noi, il cosiddetto secondo trimestre."
Quindi non è più solo il turismo dell’autunno?
"Esatto. A ottobre e novembre continuiamo ad avere picchi importanti, anche settimanali e mensili, ma come stagione complessiva ormai il periodo primaverile-estivo, quindi aprile, maggio, giugno, luglio e agosto, sta diventando mediamente il più performante. Il maggior numero di turisti arriva e si ferma da noi in primavera e in estate. È una novità recente, degli ultimi due anni, ma quest’anno si sta confermando in modo ormai strutturale."
Che cosa cambia nella percezione del territorio?
"Cambia molto. Quando i turisti vengono da te solo due o tre mesi all’anno, sei certamente un luogo dove fare turismo, ma parlare di destinazione turistica è un po’ forte. Quando invece in un territorio i turisti arrivano sette, otto, nove mesi all’anno, allora sei davvero una destinazione turistica. Da noi ormai abbiamo otto-nove mesi in cui i turisti vengono, e il periodo in cui vengono di più è l’estate."
Per anni però Langhe, Roero e Monferrato sono stati identificati con l’autunno.
"Sì, noi eravamo una destinazione legata sostanzialmente alle fiere dell’autunno. Non fermiamoci solo alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba: pensiamo a Cheese, a BRA’S –, alla Douja d’Or, al Festival delle Sagre Astigiane, al Palio di Asti. Avevamo un turismo forte dopo l’estate, dopo Ferragosto. Adesso stiamo diventando una destinazione forte anche molto prima di Ferragosto, e vengono tante persone anche a fare Ferragosto da noi."
Se cambia la domanda turistica, cambia anche l’offerta?
"In questo caso mi sento di dire che è la domanda a determinare l’offerta. Lo vediamo concretamente: negli ultimi anni, anche per effetto del cambiamento climatico, moltissime strutture si sono dotate di piscina. C’è stata un’esplosione di piscine, di luoghi dove poter fare il bagno, di spazi più o meno wellness. Ci sono strutture più evolute e meno evolute: chi ha solo la piscina, chi ha piscina, sauna, bagno turco e trattamenti. Questo racconta un adattamento molto forte."
Non cambia solo l’accoglienza, ma anche il modo di mangiare e bere?
"Certo. Una cosa è offrire una gastronomia autunnale o invernale, un’altra è offrire una gastronomia primaverile-estiva. Anche il tartufo nero comincia a vedersi nei menù, perché a maggio e giugno lo puoi già mangiare. E nel mondo del vino succede qualcosa di simile: chi viene nei nostri territori in primavera e in estate probabilmente beve più volentieri vini freschi, vini freddi, quindi vini bianchi, magari fermi, magari millesimati. Anche questo sta determinando un cambiamento."
Il territorio è pronto?
"I riscontri sono positivi. Le strutture sono contente, e quando una struttura è contenta vuol dire che sta lavorando, ma anche che i turisti arrivano e sono soddisfatti. Però certamente c’è da ricalibrare l’offerta, perché la domanda sta cambiando. Il turismo autunnale non sta scendendo, ma non sta crescendo: si è consolidato. Quello che sta esplodendo è il turismo primaverile ed estivo."
Dove bisogna ricalibrare di più?
"C’è un tema enorme legato alla mobilità sostenibile, che resta una criticità clamorosa. Servono iniziative che consentano ai turisti italiani e stranieri, ma anche agli autoctoni, di frequentare alberghi e soprattutto ristoranti senza dover prendere per forza l’auto privata. Alcune cose si stanno muovendo, nel Monferrato qualcosa si agita, ma questi progetti devono ancora decollare."
La mobilità diventa ancora più importante se cambiano anche i consumi del vino?
"Sì, perché c’è una crisi nel consumo del vino. Non è solo una flessione delle vendite internazionali legata alle crisi geopolitiche o ai dazi statunitensi. C’è proprio un’evoluzione del gusto e del consumo dell’alcol, insieme a un clima più rigido sul piano delle normative e delle sanzioni per chi guida dopo aver bevuto. Oggi probabilmente si beve meno vino a tavola e di più durante l’aperitivo; si beve più il calice che la bottiglia. Anche in questo senso bisogna ricalibrare l’offerta e abituarsi ad approcci nuovi."
Voi come Ente turismo avevate sperimentato un progetto navetta a Barolo?
"Sì, è stato un progetto pilota, un esperimento che ha dimostrato una cosa semplice: quando il servizio c’è, la domanda lo usa. Poi però bisogna che ci credano i Comuni, soprattutto quelli più turistici."
Ci sono altri temi sui quali state lavorando?
"È partita una riflessione nuova sull'applicazione della tassa di soggiorno. Esiste un tema di dumping: ci sono Comuni che la applicano, altri che non la applicano e altri ancora che la applicano con importi molto bassi. È una riflessione che riguarda Langhe, Roero e Monferrato."
Qual è l'obiettivo di questo lavoro?
"La tassa di soggiorno viene pagata dai turisti e non bisogna certo penalizzarli. Però bisogna anche considerare che il fenomeno turistico comporta costi crescenti per i Comuni: dalla gestione dei rifiuti al traffico, fino ai servizi. C'è quindi un tema di allocazione e riallocazione delle risorse."
State già lavorando a una proposta condivisa?
"Sì. Stiamo studiando il tema per conto dei Comuni principali e dei Comuni medi. L'obiettivo è presentare a settembre un dossier con alcune proposte”.














