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Economia | 18 luglio 2026, 07:45

A Bergemolo (Valle Stura) inaugurato “Scan Me Reloaded”: la montagna diventa spazio di cura, ascolto e inclusione

Il sentiero “Digital...mente camminando” rappresenta un’esperienza semplice e allo stesso tempo molto significativa: camminare in montagna, fermarsi, ascoltare una voce, leggere un pensiero, guardare un’immagine e scoprire che dietro ogni QR code c’è una storia, un’emozione e un pezzo di vita condivisa.

A Bergemolo (Valle Stura) inaugurato “Scan Me Reloaded”: la montagna diventa spazio di cura, ascolto e inclusione

È stato inaugurato mercoledì 15 luglio a Bergemolo, in Valle Stura, il progetto “Scan Me Reloaded”, un’iniziativa innovativa di montagnaterapia promossa dal Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL CN1 di Cuneo.

Il progetto ha dato vita al sentiero sensoriale “Digital...mente camminando”, un percorso che unisce salute mentale, escursionismo e digitalizzazione, trasformando l’ambiente montano in uno spazio di racconto, ascolto, inclusione e condivisione.

Lungo il tracciato sono stati posizionati cartelli dotati di QR code: chi percorre il sentiero può scansionarli con il proprio smartphone e accedere a contenuti multimediali realizzati dagli utenti del Centro Diurno: testi, immagini, registrazioni audio e video che raccontano ricordi, emozioni, significati personali e il legame con la montagna.

Di seguito il video con le interviste registrate all'inaugurazione

Il cuore dell’iniziativa sta proprio qui: dare voce ai partecipanti, permettere loro di raccontare l’ambiente montano attraverso il proprio sguardo e condividere queste esperienze con escursionisti, sportivi, studenti e visitatori.

Scan Me Reloaded” nasce con un obiettivo preciso: unire il cammino, la relazione con la natura e gli strumenti digitali per favorire autostima, inclusione e partecipazione attiva. La montagna diventa così non solo luogo da attraversare, bensì spazio terapeutico, educativo e relazionale.

Il progetto presenta elementi importanti dal punto di vista terapeutico-riabilitativo. Gli utenti sono stati coinvolti in tutte le fasi del percorso: individuazione dei temi, preparazione dei messaggi, creazione dei contenuti, realizzazione dei QR code e loro posizionamento lungo l’itinerario.

Questo lavoro ha favorito la progettualità, il senso di appartenenza al gruppo, la condivisione delle esperienze e il riconoscimento reciproco. Ogni partecipante ha potuto contribuire secondo le proprie capacità, assumendo un ruolo attivo in un progetto concreto, visibile e aperto alla comunità.

La dimensione gruppale è uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa. Il confronto, la collaborazione, la scelta dei messaggi da trasmettere e l’immedesimazione nei futuri visitatori del sentiero hanno permesso di costruire un percorso condiviso, dove la cura passa anche attraverso il fare insieme.

Particolarmente interessante è anche l’uso della tecnologia. I QR code rendono il sentiero accessibile in modo semplice e immediato, avvicinando il linguaggio digitale alle attività di montagnaterapia. Questo aspetto è particolarmente utile anche per coinvolgere gli utenti più giovani dei servizi di salute mentale, spesso più vicini agli strumenti digitali.

Il progetto prevede inoltre strumenti di monitoraggio durante il percorso e una valutazione finale, che consentiranno nelle prossime settimane di analizzare in modo puntuale i risultati dell’iniziativa, sia sul piano riabilitativo sia su quello della partecipazione.

L’obiettivo del gruppo di lavoro è ora consolidare il laboratorio, ampliarne le attività e creare nuove collaborazioni con altri soggetti impegnati nella montagnaterapia, in Italia e anche all’estero.

Un ringraziamento particolare va al Rifugio Olmo Bianco, che ha avuto un ruolo fondamentale nell’accoglienza e nel sostegno concreto al progetto. La disponibilità di Claudio e Grazia ha rappresentato un contributo prezioso, fatto di attenzione, collaborazione e sensibilità verso il valore umano e sociale dell’iniziativa.

“Scan Me Reloaded” è stato finanziato dalla Fondazione CRC e realizzato con il contributo dell’AFP di Dronero, confermando il valore della collaborazione tra sanità, formazione, territorio e comunità.

Un ringraziamento particolare va al Rifugio Olmo Bianco, che ha avuto un ruolo fondamentale nell’accoglienza e nel sostegno concreto al progetto. La disponibilità di Claudio e Grazia ha rappresentato un contributo prezioso, fatto di attenzione, collaborazione e sensibilità verso il valore umano e sociale dell’iniziativa.

C.S.

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