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Attualità | 25 luglio 2026, 09:49

Ceresole d'Alba ha ricordato gli eroi del 22 luglio 1944: partecipata la commemorazione per l'82° anniversario dell'eccidio

Santa Messa, Marcia della Pace e riconsegna del Sacrario restaurato hanno scandito una serata intensa e ricca di significato. Il sindaco Chiara Masia: "La memoria non è un gesto rituale, ma una responsabilità che ci aiuta a custodire libertà, democrazia e pace"

Alcuni momenti della celebrazione

Alcuni momenti della celebrazione

Una comunità raccolta, partecipe e profondamente consapevole del valore della memoria ha preso parte mercoledì sera alle celebrazioni per l'82° anniversario dell'eccidio dei Martiri di Ceresole d'Alba, una delle pagine più dolorose della storia del paese e dell'intero territorio.

La commemorazione si è aperta con la Santa Messa nella Chiesa della Confraternita, celebrata in suffragio dei nove Martiri. Successivamente cittadini, autorità, associazioni d'arma, Alpini, Protezione Civile e rappresentanti delle istituzioni hanno dato vita alla tradizionale Marcia della Pace e della Memoria, attraversando via Martiri con soste davanti alle lapidi dedicate ai caduti fino a raggiungere il Monumento ai Caduti di tutte le guerre.

Il momento conclusivo si è svolto presso il Sacrario dei Martiri, recentemente restaurato e riconsegnato alla comunità, restituendo piena dignità a uno dei luoghi simbolo della memoria ceresolese.

Nel suo intervento il sindaco Chiara Masia ha ricordato come la ricorrenza rappresenti molto più di una semplice celebrazione storica.

"Essere qui significa dimostrare che la memoria non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere nella coscienza della nostra comunità", ha affermato il primo cittadino, rivolgendo un pensiero particolare ai familiari dei Martiri e ai giovani presenti, chiamati a raccogliere il testimone di questa eredità civile.

Masia ha quindi ripercorso i tragici eventi del 22 luglio 1944, quando nove giovani ceresolesi furono strappati alle loro famiglie dalla violenza della guerra.

"Oggi siamo qui perché il loro sacrificio continua a parlare alle nostre coscienze. I Martiri di Ceresole d'Alba appartengono alla storia del nostro Paese e ci richiamano ai valori sui quali è stata costruita la Repubblica: libertà, democrazia, giustizia, dignità della persona e pace", ha sottolineato.

Particolarmente significativo anche il riferimento al restauro del Sacrario, definito dal sindaco un gesto concreto di tutela della memoria collettiva. "Restituire dignità ai luoghi della memoria significa custodire la nostra identità e offrire alle generazioni future uno spazio in cui la storia possa continuare a parlare".

La successiva Marcia della Pace e della Memoria ha assunto così un valore che è andato oltre il semplice momento commemorativo. Accompagnati simbolicamente dai nove rintocchi della campana, i partecipanti hanno rinnovato l'impegno a custodire la pace e a trasmettere i valori della convivenza civile.

"Parlare di pace oggi non significa pronunciare una parola di circostanza - ha evidenziato ancora Masia -. Le guerre e i conflitti che continuano a ferire il mondo ci ricordano quanto siano preziose la libertà e la convivenza pacifica. La memoria dei nostri Martiri ci insegna che dall'odio nasce soltanto altra sofferenza, mentre dalla memoria può nascere una comunità più consapevole, solidale e giusta".

Nel concludere la cerimonia il sindaco ha rivolto un ringraziamento alla Protezione Civile, agli Alpini, alla Parrocchia, alle Forze dell'Ordine, ai volontari, ai giovani che hanno collaborato all'organizzazione e a tutti i cittadini intervenuti, sottolineando come il modo migliore per onorare il sacrificio dei nove Martiri sia quello di costruire ogni giorno "una comunità unita, solidale e capace di dialogo, che sappia educare alla pace e custodire la libertà come bene comune".

Una serata intensa, che ancora una volta ha confermato come a Ceresole d'Alba la memoria non rappresenti soltanto il ricordo di ciò che è stato, ma continui a essere un impegno concreto verso il futuro e verso le nuove generazioni.

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