Il futuro dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi torna al centro del dibattito provinciale.
A riaccendere la discussione è l'interrogazione presentata in Regione dai consiglieri Nadia Conticelli, vicepresidente della commissione Trasporti, e Mauro Calderoni, che chiedono alla Giunta regionale quali prospettive ci siano per Caselle e per lo scalo cuneese alla luce dei possibili nuovi equilibri tra il sistema aeroportuale torinese e quello milanese.
Una partita che riguarda da vicino anche la provincia di Cuneo, soprattutto in un momento in cui Levaldigi deve fare i conti con una fase di difficoltà. L'ennesima della sua travagliata storia.
"Abbiamo chiesto una informativa specifica in commissione Trasporti e Infrastrutture, per confrontarci su quali iniziative mettere in campo per garantire che Torino Caselle continui a essere un'infrastruttura strategica per il Piemonte e capire quale possa essere in questo contesto il futuro di Levaldigi e se ci sia un futuro", hanno spiegato Conticelli e Calderoni.
Secondo i due consiglieri, Caselle sta vivendo una fase di crescita, mentre Cuneo si trova in una situazione diversa e più delicata. Da qui la richiesta di una strategia regionale complessiva. Non è la prima volta che si pensa ad una situazione integrata tra i due aeroporti.
"Il futuro di Caselle non può essere separato da quello dell’intero sistema aeroportuale regionale – scrivono -. Caselle sta vivendo una fase di crescita, mentre Cuneo sta attraversando una situazione di difficoltà. La Regione deve avere una strategia complessiva, capace di valorizzare le diverse vocazioni e di intervenire dove emergono criticità".
Il confronto politico riguarda anche il possibile rafforzamento dei rapporti tra gli aeroporti del Nord Ovest. "Vogliamo sapere quali garanzie intenda chiedere per Caselle, quali obiettivi si sia data e quale ruolo voglia giocare nella costruzione del futuro sistema aeroportuale del Nord Ovest", hanno aggiunto i due consiglieri.
Ed è proprio sul futuro di Levaldigi che si concentrano due interventi arrivati alla nostra redazione, con posizioni differenti.
Fabrizio Biolè, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, parte dai dati dello scalo cuneese. Nella sua lettera richiama l'andamento dei passeggeri, sottolineando il calo registrato dopo la ripresa del 2022.
"I numeri dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi parlano chiaro e non ammettono interpretazioni ottimistiche".
Biolè cita il dato del 2025, quando lo scalo ha registrato meno di 100 mila passeggeri, dopo i circa 105 mila del 2024 e i 114 mila del 2023. Nel 2022 i passeggeri erano stati circa 160 mila.
Nella lettera vengono richiamati anche i bilanci della Geac, la società che gestisce l'aeroporto, con perdite indicate in oltre 1,3 milioni di euro nel 2022 e quasi un milione nel 2023. Numeri che, secondo Biolè, mostrerebbero una evidente difficoltà strutturale dello scalo.
"Non esiste, nei dati pubblici, alcun elemento che possa far presagire una sostenibilità economica dello scalo né nel prossimo futuro né in quello remoto".
L'ex consigliere regionale riconosce comunque il valore dell'impegno profuso negli anni da Amilcare Merlo e Gianni Vercellotti per sostenere l'aeroporto cuneese.
"Ma la passione, da sola, non muove i conti né attrae vettori in misura sufficiente a garantire un equilibrio e a distanza di alcuni anni dalla loro dipartita i dati sono sotto gli occhi di tutti".
Nel ragionamento di Biolè rientra anche la prospettiva di un maggiore collegamento tra Caselle e il sistema aeroportuale milanese. A suo giudizio, l'eventuale integrazione potrebbe rafforzare il sistema nel suo complesso, mentre Levaldigi dovrebbe essere valutato soprattutto alla luce dei suoi numeri.
"Negare l'evidenza dei numeri di Levaldigi, o pretendere che una strategia regionale possa 'salvare' uno scalo che da anni non mostra i presupposti della sostenibilità, rischia di apparire poco intellettualmente onesto, specialmente quando viene fatto in nome di un'appartenenza elettorale o territoriale".
Biolè non nasconde però il dispiacere per l'eventuale declino dello scalo.
"Non sono affatto felice del declino che prevedo per Levaldigi nei prossimi anni e che già qualche anno fa, nella mia parentesi a Palazzo Lascaris, avevo più volte esplicitamente immaginato. Ma preferisco guardare in faccia la realtà piuttosto che coltivare illusioni".
Infine, rivolgendosi direttamente a Mauro Calderoni, scrive: "A Calderoni, di cui riconosco da tempo le capacità di analisi e di lettura dei fatti e della realtà, chiedo soltanto di applicare quella stessa lucidità anche a questa tematica, senza lasciarsi trascinare dalla difesa 'di bandiera'".
Una lettura molto diversa arriva dall'Assemblada Occitana Valades, che ha inviato una seconda lettera sul futuro di Levaldigi.
L'associazione non nega le difficoltà dello scalo, ma propone di cambiare la prospettiva, puntando maggiormente sul rapporto tra aeroporto e vallate cuneesi: "L'aeroporto non può essere solo lo scalo della pianura cuneese, deve essere anche l'aeroporto delle valli occitane cuneesi".
Secondo l'associazione, infatti, come aeroporto di pianura Levaldigi subirebbe troppo la concorrenza di Torino. La strada da seguire sarebbe quindi quella di trasformarlo anche in una porta di accesso turistica alle vallate: "Va invece ripensato come aeroporto per il turismo nelle nostre Valli".
Per l'Assemblada Occitana Valades, però, un progetto di questo tipo avrebbe bisogno di collegamenti efficienti. Per questo l'associazione invita le amministrazioni comunali delle valli a impegnarsi maggiormente e propone di valutare nuove connessioni ferroviarie e di trasporto pubblico.
Tra le ipotesi viene indicata una bretella ferroviaria che possa collegare l'aeroporto alla linea Torino-Fossano-Cuneo e, attraverso questa, alla Cuneo-Ventimiglia, con particolare attenzione alla valle Vermenagna e alla cosiddetta Ferrovia delle Meraviglie.
L'associazione propone inoltre di rafforzare i collegamenti in autobus dalle valli non servite dalla ferrovia, sempre con destinazione aeroporto.
L'obiettivo sarebbe creare un sistema nel quale aeroporto, trasporto pubblico e turismo possano sostenersi a vicenda. "Crediamo che questa mossa potrebbe essere un fattore autorigenerante per le valli e per l'aeroporto".
E ancora: "Siamo convinti che questa soluzione potrebbe provocare un fattore di rilancio per le valli occitane e per l'aeroporto stesso".
Due posizioni diverse, dunque, che partono entrambe dalla stessa domanda: quale futuro può avere il Cuneo-Levaldigi?
Da una parte Biolè richiama soprattutto passeggeri, bilanci e sostenibilità economica; dall'altra l'Assemblada Occitana Valades propone di guardare allo scalo come a un'infrastruttura al servizio non soltanto della pianura, ma anche delle vallate e del turismo.
La discussione, intanto, è arrivata in Regione e potrebbe entrare nel merito delle prospettive dello scalo cuneese nei prossimi mesi.
"Qualcuno è disposto a fare sua questa nostra proposta? Non sarà la soluzione ai problemi delle valli e dell'aeroporto ma una valutazione che, secondo noi, vale fare!", conclude l'Assemblada Occitana Valades.














