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Politica | 14 settembre 2026, 18:00

Scuola, la rivoluzione di Valditara: “Istituti tecnici e professionali si chiameranno licei”

Ad Andora il ministro dell’Istruzione annuncia il cambio di denominazione: “Non ha più senso distinguere tra percorsi, tutti hanno pari dignità”

Scuola, la rivoluzione di Valditara: “Istituti tecnici e professionali si chiameranno licei”

Durante la cerimonia d'inaugurazione dell'Istituto Tecnico Superiore a indirizzo Turistico ad Andora, il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato importanti novità strutturali che trasformeranno l'assetto dell'istruzione secondaria in Italia, a partire da un imminente cambio di denominazione per gli istituti tecnici e professionali.

Il Ministro ha spiegato il valore e la ratio del provvedimento normativo in fase di preparazione, volto a superare storici pregiudizi e a parificare la dignità di tutti gli indirizzi di studio: "Stiamo preparando un decreto legge - ha dichiarato - In questo decreto legge ci sarà anche questo cambiamento di nome, quindi gli istituti tecnici e professionali si chiameranno licei. Perché si chiameranno licei? Attenzione: non perché la formazione sarà di tipo liceale, ma perché la qualità del percorso formativo, grazie anche alle riforme che stiamo mettendo in atto, è assolutamente pari a quella del sistema liceale. Non ha più senso distinguere fra percorsi, è offensivo verso le tante intelligenze coinvolte che hanno tutte pari dignità coinvolte in questi percorsi, e quindi non è assolutamente più giustificabile distinguere fra un liceo e un istituto. Anche dal punto di vista della terminologia, della definizione, della denominazione, sembra quasi alludere ad un percorso secondario di seconda normale, diciamo di serie B".

Nel tracciare le linee guida del nuovo anno scolastico, il Ministro ha evidenziato gli investimenti sulla formazione internazionale e la tenuta del sistema scolastico italiano: "Quest'anno partirà un grande progetto che ha visto un investimento di 420 milioni di euro per mandare gli studenti delle quarte superiori — saranno circa un terzo, 150.000 giovani — all'estero a imparare e potenziare la conoscenza delle lingue".

Interrogato sul futuro della scuola del nostro Paese, il Ministro dell'Istruzione e del Merito ha evidenziato un recente traguardo: "Intanto voglio dire con orgoglio e voglio ringraziare tutta la scuola italiana per quegli straordinari risultati che abbiamo registrato la scorsa settimana: l'OCSE, in un contesto di crollo generalizzato delle competenze, ha registrato un sistema solido, quello italiano, del sistema scolastico italiano. Siamo sempre stati abituati al cosiddetto neologismo che ho detto, 'l'ultimismo', no? 'Siamo gli ultimi, siamo i peggiori, siamo...'. E invece la scuola italiana è una scuola che in un contesto molto difficile ha saputo leggere molto bene e ora è ben oltre la media della classifica OCSE".

Valditara ha inoltre richiamato l'attenzione sul potenziamento dei programmi base (dalla grammatica alla calligrafia e alla matematica), sulla gestione ponderata dei compiti a casa e sul valore pedagogico dell'impegno: "Ribadiremo con maggiore forza la circolare che già avevamo inviato lo scorso anno. Ritengo che, proprio in quel percorso di forte collaborazione fra scuola e famiglia, sia necessaria un'attenzione alle esigenze dei giovani. E quindi: no ai compiti dati sul registro elettronico alle 8:00 di sera per l'indomani. Bisogna — e lo ribadisco — al termine delle lezioni scriverli sul diario cartaceo, dettarli perché vengano scritti sul diario cartaceo, e poi invece un invito a non concentrare le prove in uno stesso giorno, proprio per consentire agli studenti di affrontare con maggiore serenità e anche con maggiore serietà i compiti in classe".

"Che messaggio dare ai giovani nel loro primo giorno di scuola? Beh, ribadisco proprio il tema del rispetto, del credere in se stessi, nelle straordinarie potenzialità che ogni giovane ha dentro di sé - ha concluso Valditara - e nell'impegno, un altro sostantivo particolarmente importante: impegno, ed è un concetto a cui tengo molto. E poi appunto, ripeto, il rispetto verso gli altri e verso se stessi: quest'anno sarà un anno dedicato proprio alla cultura del rispetto".

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