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Economia | 15 settembre 2026, 07:00

Giornata Mondiale del Cuore: cos'è la sindrome del cuore infranto, e perché non è "solo" un modo di dire

Il 29 settembre torna la Giornata Mondiale del Cuore, la ricorrenza promossa dalla World Heart Federation per accendere i riflettori sulla prevenzione cardiovascolare.

Giornata Mondiale del Cuore: cos'è la sindrome del cuore infranto, e perché non è "solo" un modo di dire

Il 29 settembre torna la Giornata Mondiale del Cuore, la ricorrenza promossa dalla World Heart Federation per accendere i riflettori sulla prevenzione cardiovascolare. Tra le condizioni meno conosciute dal grande pubblico c'è la sindrome di Takotsubo, comunemente chiamata "sindrome del cuore infranto": un evento reale, non metaforico, che può manifestarsi dopo un forte trauma emotivo e che merita di essere valutato tempestivamente da un medico personale online o in pronto soccorso, a seconda della gravità dei sintomi.

Quando un dolore emotivo diventa un dolore al petto

La sindrome di Takotsubo rappresenta la manifestazione più acuta della connessione tra mente e cuore: simula un infarto miocardico vero e proprio, ma in assenza di ostruzioni delle coronarie. Si presenta tipicamente in donne in postmenopausa dopo un forte stress emotivo, come un lutto o una separazione, ma può comparire anche dopo eventi positivi particolarmente intensi, una variante nota come "Happy Heart Syndrome". Lo spiega bene una revisione pubblicata su European Heart Journal: Acute Cardiovascular Care, che ne ha analizzato i determinanti fisiopatologici e la prognosi.

Cosa succede al cuore, nel concreto

Un massiccio rilascio di catecolamine, gli ormoni dello stress, causa una sorta di "shock" metabolico per le cellule del muscolo cardiaco, con una porzione del cuore che smette temporaneamente di contrarsi correttamente. I pazienti con questa sindrome mostrano spesso, secondo uno studio pubblicato su Psychosomatic Medicine, una ridotta capacità di elaborare le proprie emozioni, un tratto che li rende più vulnerabili a picchi ormonali improvvisi durante i traumi. La buona notizia, come ricorda una revisione pubblicata sulla rivista Maedica, è che nella maggior parte dei casi la condizione è reversibile in due-quattro settimane, anche se la fase acuta va sempre monitorata con attenzione per il rischio di complicanze. Non a caso, tra i sintomi d'allarme da non sottovalutare c'è anche la lipotimia, cioè la sensazione di mancamento imminente, che merita sempre un accertamento medico tempestivo.

Un dolore che va preso sul serio, sempre

La sindrome del cuore infranto ci ricorda in modo molto concreto quanto le nostre emozioni più intense possano avere un impatto reale sul corpo. Su TargatoCN raccontiamo spesso storie di salute che riguardano la nostra provincia, e in occasione della Giornata Mondiale del Cuore vale la pena diffondere anche questa: un dolore al petto dopo un evento fortemente emotivo non va mai minimizzato, va sempre valutato da un medico.

Guarire il corpo, e anche la paura

Chi ha vissuto un episodio di Takotsubo racconta spesso, nei mesi successivi, una paura persistente che l'evento possa ripetersi: una reazione comprensibile, che merita la stessa attenzione riservata al recupero fisico. Un percorso di accompagnamento psicologico, in questa fase, non è un "di più" opzionale, ma parte integrante di una guarigione completa, capace di restituire fiducia in un corpo che ha vissuto un evento tanto spaventoso quanto reversibile.

Il cuore, in fondo, non distingue sempre tra un dolore fisico e uno emotivo: per questo merita la stessa attenzione in entrambi i casi, senza che nessuno dei due venga liquidato come "meno grave" solo perché non lascia segni visibili agli esami strumentali.

Fonti

Galiuto L, Crea F, "Primary and secondary takotsubo syndrome: Pathophysiological determinant and prognosis", European Heart Journal: Acute Cardiovascular Care, 2020.

"The Role of Emotional Competence in Takotsubo Cardiomyopathy", Psychosomatic Medicine, 2018.

"The Great Myocardial Mimic - Takotsubo Syndrome", Maedica, 2020.

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