Nel I semestre 2026 il valore delle esportazioni cuneesi di merci si è attestato a 5.276 milioni di euro, registrando una sostanziale stazionarietà rispetto all’analogo periodo del 2025. Il dato risulta in controtendenza rispetto a quello regionale e nazionale che, rispettivamente, hanno evidenziato tendenze positive pari a +6,0% e +4,5%.
L’export provinciale rappresenta il 16,1% delle vendite estere regionali e l’1,6% di quelle nazionali.
Le importazioni cuneesi, che superano 3,4 miliardi di euro, hanno registrato un significativo aumento rispetto all’anno precedente (+12,9%), a fronte di un incremento più contenuto a livello nazionale e regionale (Piemonte +4,6% e Italia +4,3%).
I valori descritti determinano un forte saldo negativo della bilancia commerciale per la provincia di Cuneo pari a 1,9 miliardi di euro in flessione rispetto al 2025 (-17,4%).
A livello nazionale l’aumento delle esportazioni deriva da una tendenza positiva riscontrata in tutte le ripartizioni territoriali (Centro +11,9%; Italia insulare +8,8%; Nord-ovest +4,3%; Sud +3,8%; Nord-est +1,9%).
"I dati sull’export attestano una situazione di stasi: a partire dallo scorso anno si è interrotto il trend di continua crescita delle nostre esportazioni che nel I semestre sono sugli stessi livelli del 2025 - afferma il Presidente della Camera di Commercio di Cuneo Luca Crosetto. A trainare l'export provvede, come sempre, il settore alimentare, che registra una crescita significativa. Stiamo attraversando anni complessi, ma i nostri imprenditori hanno le capacità per superarli e vincere le sfide che quotidianamente devono affrontare. Come Camera di Commercio continueremo a monitorare con attenzione l'evoluzione dei mercati e a rimanere al fianco delle nostre imprese”.
Il comparto manifatturiero, che spiega il 95,3% dell’export cuneese, registra un leggero calo (-0,9%); i prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca, con una quota del 3,9%, registrano una crescita del 18%, mentre quelli dell’estrazione di minerali da cave e miniere con una quota dello 0,1% riportano un +22,1%.
Analizzando nel dettaglio la manifattura cuneese emerge come la filiera dell’industria alimentare, che pesa per il 40,4%, continua a essere il settore principale dell’export manifatturiero registrando +5,8%. Positive anche le variazioni di apparecchi elettrici, elettronici e ottici con +5,3%, macchinari e apparecchi n.c.a. con +4,6% e mezzi di trasporto con +3,9%
Segni negativi per le restanti componenti della manifattura cuneese, con percentuali molto significative per articoli in gomma e materie plastiche (-25,9%), metalli di base e prodotti in metallo (-13,6%), chimica e farmaceutica (-12,9%), legno e prodotti in legno (-5,9%) e tessile e abbigliamento (-3,0%).
Per quanto concerne i mercati di sbocco, il bacino dell’Ue-27 post Brexit assorbe il 61,1% delle vendite all’estero e si conferma, anche per il I semestre 2026, l’area di destinazione principale delle esportazioni cuneesi, pur registrando un calo del 2,2% rispetto all’anno precedente. I mercati situati al di fuori dell’area comunitaria cui è destinato il restante 38,9% hanno fatto segnare una crescita del +3,5% annuo.
I più importanti mercati dell’area Ue-27 si confermano essere quelli francese e tedesco, con quote pari al 16,7% e 13,6%. La Francia ha evidenziato una flessione dell’1,5%, mentre la Germania un aumento dell’1,4%. La Spagna, con una quota del 6%, ha riportato una contrazione del 7,5% e la Polonia, con una quota pari al 6,1%, del -5,5%. Molto positiva la performance della Grecia (+12,8%) con una quota parte dell’1,4%.
Per il bacino Extra Ue-27 i mercati di maggior sbocco continuano a essere gli Stati Uniti e il Regno Unito che rappresentano rispettivamente il 6,2% e il 5,5% dell’export complessivo. Mentre gli USA hanno registrato un calo significativo (-13,9%), il Regno Unito ha riportato un ottimo +23%. Buone performance anche da Svizzera (+18,8%), Turchia (+9,1%) e Canada (+7,4%). Con una quota parte dell’1,2% l’Australia ha evidenziato una crescita significativa del +52,2% e così la Federazione Russa con +29,2% e una quota parte dell’1,4%. Si riducono invece le vendite extra UE verso Cina (-19,2%) e Messico (-7,3%).
La serie storica riferita al periodo che va dal 2021 al 2026 fotografa l’andamento delle esportazioni riferite al I semestre, caratterizzato da una forte crescita iniziale seguita da un rallentamento negli ultimi due anni. Nel corso del quinquennio il valore delle esportazioni, passate da 4,38 a 5,28 miliardi di euro, è cresciuto del 20,4% compresa la componente inflattiva.














