L’ultima croce è stata piantata nel tardo pomeriggio di sabato 26 settembre, a Montaldo di Mondovì. Una moto e un furgone si sono scontrati e per il centauro non c’è stato nulla da fare. La dinamica è ancora da chiarire. È la trentatreesima persona morta sulle strade della Granda nel 2026.
Il numero fa ancora più impressione se si guarda alla sequenza degli ultimi giorni. Domenica 20 settembre, a Caramagna Piemonte, aveva perso la vita Eliane Masante, 65 anni, in un incidente che aveva coinvolto una motocicletta. Martedì 22 era morto sulla Statale 28, a Mondovì, Enrico Garelli, motociclista sessantenne di Castelletto Stura: era la ventinovesima vittima dell’anno. Giovedì 24 settembre, a Cervignasco di Saluzzo, ha perso la vita la trentottenne Abigail Romagnolo. Venerdì 25, all’alba, lo scontro tra due mezzi pesanti in via Roero, nei pressi della Michelin di Cuneo, ha ucciso entrambi i conducenti, Mack Guindo e Piero Bernardi, portando il conto a 32. Ventiquattr’ore dopo, la tragedia di Montaldo.
In pochi giorni, dunque, sei morti. E al 27 settembre il 2026 ha già eguagliato le 33 vittime registrate nell’intero 2024; è a quattro dal totale del 2025, chiuso a 37. Nel 2023 i decessi erano stati 29, il dato più basso dell’ultimo trentennio. La media dell’ultimo decennio resta attorno a 45 morti l’anno: il lungo calo rispetto agli anni più bui è reale, ma quanto sta accadendo dimostra quanto il miglioramento sia fragile e reversibile.
A preoccupare è in particolare il tributo pagato dai motociclisti: quello di ieri è il decimo centauro morto dall’inizio dell’anno nella Granda. Tre delle sei vittime dell’ultima settimana viaggiavano su due ruote. Nel 2025 i motociclisti deceduti erano stati 15, tanti quanti gli automobilisti, pur rappresentando una quota molto più ridotta dei mezzi in circolazione.
La provincia di Cuneo gestisce oltre 3.200 chilometri di strade in un territorio vasto, policentrico, montano e collinare, diviso fra 247 Comuni. Su quasi 600 mila veicoli registrati, più di 420 mila sono automobili. In molte località l’auto resta una necessità, non una scelta: proprio per questo manutenzione, segnaletica, illuminazione, controlli ed educazione stradale non possono essere considerati capitoli secondari.
Sarebbe però un errore cercare una sola causa o un solo colpevole. Ogni incidente ha una propria dinamica, che spetta agli inquirenti ricostruire. La sicurezza nasce dall’incrocio fra strade curate, veicoli efficienti, controlli efficaci e comportamenti responsabili. Velocità adeguata, distanza di sicurezza, cinture e casco, niente telefono, zero alcol o droghe alla guida: regole note, spesso ripetute, ma decisive.
Trentatré non è soltanto una statistica. Sono trentatré famiglie, comunità, colleghi e amici rimasti con un vuoto. E soprattutto è un conteggio che, da qui al 31 dicembre, deve fermarsi, ma che sappiamo non si fermerà.
La strada non perdona una distrazione, un sorpasso azzardato, pochi chilometri orari di troppo. Quando ci mettiamo al volante o in sella, ricordiamoci che arrivare qualche minuto prima non vale mai il rischio di non arrivare affatto.















