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Al Direttore | 06 ottobre 2026, 10:00

Corso Giolitti, Giraudo: "Lo avevamo segnalato mesi fa, ora non servono provvedimenti di facciata"

Il sindaco di Roccavione interviene sulla stretta annunciata dal Comune di Cuneo: "La situazione è peggiorata, ma il problema esisteva già. Servono controlli mirati, non la chiusura indiscriminata dei locali alle 19.30"

Il sindaco di Roccavione Paolo Giraudo

Il sindaco di Roccavione Paolo Giraudo

Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio Direttore,

leggere che il Comune di Cuneo sta pensando a una stretta su corso Giolitti mi provoca una sensazione a metà tra la soddisfazione e l'amarezza.

La soddisfazione perché, finalmente, qualcuno sembra essersi fatto un giro da quelle parti.

L'amarezza perché sarebbe stato utile farlo prima.

Quando, mesi fa, avevo segnalato pubblicamente i problemi di sicurezza della zona, partendo dalle preoccupazioni di cittadini del mio Comune che avevano paura a mandare i propri figli da soli a scuola a Cuneo, mi fu spiegato che esageravo, che alimentavo paure e che non conoscevo davvero la situazione.

Prima di parlare, però, in quella zona ero andato personalmente.

Oggi è lo stesso Comune a descrivere un quadro fatto di spaccio, ubriachezza, violazioni dei Daspo, minacce, vendita abusiva e porto di oggetti atti ad offendere.

Evidentemente, nel frattempo, anche l'Amministrazione ha deciso di andare a controllare.

La situazione, purtroppo, oggi è peggiore. Ma questo non significa che allora il problema non esistesse. Significa che si è perso tempo prezioso a minimizzarlo invece di affrontarlo. Certi fenomeni, se non vengono fermati sul nascere, crescono e diventano molto più difficili da gestire.

Per questo considero sbagliata anche l'idea di imporre indistintamente la chiusura delle attività alle 19.30. Così si finisce per penalizzare proprio i commercianti onesti, quelli che lavorano correttamente e che già subiscono il degrado della zona.

Sembra più un provvedimento di facciata, utile a dimostrare che si sta facendo qualcosa, che una vera soluzione.

Servono invece controlli seri, continui e mirati sulle attività. Se esistono esercizi che alimentano illegalità, degrado o criminalità, sono quelli che devono essere colpiti con decisione e, quando ne ricorrono le condizioni, chiusi definitivamente, non chiusi dopo le 19,30.

Agli altri, invece, bisogna permettere di lavorare meglio e in maggiore sicurezza.

Corso Giolitti non ha bisogno di provvedimenti simbolici. Ha bisogno di presenza, vigilanza, controlli e capacità di distinguere tra chi è parte del problema e chi ne è vittima.

E forse questa vicenda dovrebbe insegnare una cosa semplice: quando i cittadini segnalano un problema, prima di accusarli di allarmismo conviene ascoltarli.

E magari andare a vedere.

Paolo Giraudo, Sindaco di Roccavione

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