Da venti o trent’anni è una scena – errori d’ortografia a parte - che si ripete a cadenza biblica in concomitanza con l’addentrarsi nella stagione primaverile.
E da un paio d’anni a questa parte è diventato il bersaglio delle critiche dell’opposizione ambientalista consiliare che non ha mai fatto mistero di vedere usare i diserbanti (specie nei giardinetti pubblici) provando lo stesso piacere che provoca il fumo negli occhi.
In una delle scorse notti – senza che questo debba essere in alcun modo accostato alla minoranza che siede ai banchi del Consiglio – una mano verosimilmente anonima ed armata di un pennarello rosso ha deciso dimettere per iscritto tutto il suo malessere.
Consigliando a chi, per le operazioni di diserbo effettuate ha fatto ricorso ai “prodotti chimici”, piuttosto di lasciare l’erba.















