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Eventi | 29 novembre 2017, 11:31

A Carrù il bastone dei "Tucau" diventa oggetto cult: 100 pezzi numerati in vendita per la Fiera nazionale del Bue Grasso

Il bastone in legno di castagno veniva storicamente utilizzato dagli allevatori per tastare la consistenza della carne. Il Tucau sarù venduto al prezzo di 40 euro per finanziare le attività della Pro Loco di Carrù. Il primo sarà donato a Carlin Petrini

A Carrù il bastone dei "Tucau" diventa oggetto cult: 100 pezzi numerati in vendita per la Fiera nazionale del Bue Grasso

Il bastone dei “Tucau”: arnese di antiche tradizioni contadine che diventa oggetto cult. Succede a Carrù per la 107^ Fiera del Bue Grasso dove, da oggi, saranno messi in vendita 100 pezzi numerati di questo bastone usato dagli allevatori per tastare la consistenza della carne.

L'idea è di Carlo Rinaldi: un imprenditore residente a Farigliano, trinitese di nascita, con mamma carrucese, grande appassionato di questo evento. Il comune di Carrù e la Pro Loco l'hanno attuata.

I “Tucau” sono i conduttori di buoi. Il loro bastone (anche detto “Tucau”) è in castagno, trattato a mollo nell'acqua e forgiato con il fuoco, tanto che la parte ricurva è annerita. La riproduzione fedele di questo oggetto è stata fatta da un artigiano locale. I 100 pezzi sono numerati con un'etichetta in metallo su cui sono riportati logo della fiera, edizione e data: “Carrù – 107^ Fiera Nazionale del Bue Grasso – 8 dicembre 2017”.

Il Tucau sarà venduto al prezzo di 40 euro per finanziare le attività della Pro Loco di Carrù. Da oggi, mercoledì 29 novembre, potranno essere chiesti in prenotazione proprio alla Pro Loco che ne curerà prenotazione e consegna. Basta scrivere una mail a info@prolococarru.it.

“L'oggetto ha una storia che risale ai primi anni della fiera - racconta la sindaca Stefania Ieriti -: gli allevatori arrivavano col bel tabarro e il famoso bastone in castagno per condurre i buoi. Con il tucau tastavano le natiche dell'animale e capivano la tipologia di carne, se morbida o resistente”.

Il Tucau numero uno verrà donato a Carlin Petrini, presidente di Slow Food. “Abbiamo deciso di regalarlo a lui che della nostra fiera ha fatto un must – dichiara il sindaco Ieriti -: viene ogni anno ma ahimè senza bastone”.

Fu proprio Petrini uno dei primi a raccontarne la storia. In un articolo comparso su “Repubblica” del 2007 scriveva: “C'è chi appoggia il tucau, il bastone, alle natiche dei buoi in lizza per saggiarne la consistenza, chi fa già previsioni sui vincitori. Il bue, per l'allevatore di questa provincia Granda, è un po' il simbolo del suo "parco macchine", la Maserati che una volta all'anno si tira fuori come l'abito buono: dice agli altri chi sei, come sai fare il tuo mestiere”.

La Fiera del Bue Grasso è un tradizionale appuntamento commerciale e folkloristico, con qualifica nazionale e di tipologia mostra mercato. L'edizione 2017 numero 107 si terrà venerdì 8 dicembre presso il foro boario in Piazza Mercato. Un evento che inizia con le prime luci dell’alba, al freddo: l’arrivo dei migliori capi bovini di razza piemontese, le giurie al lavoro, la premiazione con le prestigiose gualdrappe e poi scodelle di minestra di trippe con l’apoteosi del gran bollito di Carrù.

“Questa è l'edizione zero che segnerà il lancio dell'iniziativa del bastone 'tucau' e precederà altre iniziative di storia e cultura di questa terra e di questo evento – conclude Stefania Ieriti -: abbiamo in lavorazione un libro che narra la storia degli allevatori. Tutte iniziative che mi rendono ancora più fiera. Il connubio vincente è pubblico-privato. La fiera deve crescere e questa edizione 107 sarà da ricordare. Ora abbiamo anche l'oggetto cult!”

cristina mazzariello

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