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Attualità | domenica 29 luglio 2018, 18:49

Saluzzo, aperta Casa Madre Teresa di Calcutta, dormitorio per le persone più fragili

24 posti letto. L’inaugurazione ieri sabato 28 luglio in via Sant’Agostino nell’ex Ial. Monsignor Cristiano Bodo: un segnale importante per la città e la Diocesi. Grande testimonianza partecipativa di autorità civili, militari, volontari, associazioni e della rete Caritas

Saluzzo, inaugurazione di Casa Madre Teresa di Calcutta

Saluzzo, inaugurazione di Casa Madre Teresa di Calcutta

E’ stata salutata trasversalmente come un segnale importante per Saluzzo l’apertura di Casa Madre Teresa di Calcutta, in via Sant’Agostino 27 ( ieri sabato 28 luglio) nei  locali al piano terreno dell’ ex-Ial (Istituto Addestramento Lavoratori) concessi in comodato gratuito dal Seminario vescovile, ora Casa del Clero, da don Romano Bergia.

Una struttura con 24 posti letto suddivisi in due camerate da 12 riservate agli uomini. Da domani offrirà accoglienza alle persone in difficoltà, non solo ai migranti stagionali, ma a categorie particolarmente fragili. “La si pensava da tempo - don Beppe Dalmasso direttore Caritas Saluzzo - in questo luogo che è stato Istituto per il lavoro ( dal 2000 al 2010) e prima scuole medie e prima ancora cascina.  Il vescovo  Cristiano Bodo, che ha dato il là al progetto, l’ha voluta intitolare alla suora simbolo dell’impegno verso gli ultimi, grande donna di accoglienza, raccogliendone la difficile eredità, per dare aiuto ai più deboli". 

Presente la continuità della Chiesa saluzzese degli ultimi 32 anni  rappresentata da 4 vescovi: monsignor Sebastiano Dho che ha benedetto la struttura, la presenza non più terrena di Diego Bona, monsignor Giuseppe Guerrini e l’attuale vescovo della Diocesi che ha ringraziato tutti e l’impegno di tutti per il sostegno al  progetto varato un anno fa.  

“Un segno importantissimo. Il cuore della Chiesa saluzzese fa un altro passo in avanti  dando questo luogo minimo alle persone più deboli  che arrivano nella città e nella Diocesi in cerca di lavoro e che hanno bisogno di accoglienza e di  calore. Un luogo sereno  che è  in grado di aiutarli anche psicologicamente ad affrontare situazioni non facili –  ha sottolineato monsignor Bodo ricorrendo agli insegnamenti del Pontefice e alla metafora del seme che si tenta di far vivere in un vaso per vedere se cresce e piantarlo più estesamente in un campo. La previsione di un futuro ampliamento.

Sul tema centrale dei migranti stagionali e delle precarie condizioni abitative, don Dalmasso ha  evidenziato la vicinanza al problema e i progetti di Caritas Saluzzo che da 2 anni lavora sulle  4 direttrici di Papa Francesco: accogliere, difendere, promuovere, integrare.  "Stiamo vivendo una situazione difficile e non abbiamo ricette, ma siamo tutti colpevoli se non facciamo mai niente e se non ci responsabilizziamo a conoscere la situazione".  Cosa sarà?: “intanto cominciamo” l’incipit del direttore Caritas che indirizza al fare. 

Con autorità militari, rappresentanze di enti, associazioni, presente l’amministrazione comunale con il vicesindaco Franco Demaria, il presidente del consiglio Paolo Battisti, assessori, rappresentanti di maggioranza e opposizione. “Testimoniamo una giornata importante per la città che dà una risposta ai più deboli che stanno tra i deboli. Saluzzo isola felice – afferma Demaria- ma che sta soffrendo per crisi economica e di valori e per le esigenze di un numero elevato di migranti. Su questo fronte non possiamo dividerci. Con il Pas non abbiamo trovato la soluzione ma  si è fatto un salto di qualità: 368 hanno un tetto. Dobbiamo stare uniti. Ringraziamo  chi è della partita. La raccolta della frutta: una opportunità che deve essere gestita”.  

Oltre ai due dormitori -  illustra Carlo Rubiolo di Caritas-  la struttura, che utilizza che la rete del teleriscaldamento Sedamyl, comprende una piccola reception, 2 locali di soggiorno, un’area cucina/refettorio esterna sotto la tettoria  e una lavanderia. Per il momento gli ospiti potranno utilizzare il servizio mensa della casa di Prima Accoglienza in corso Piemonte per il pasto di mezzogiorno.

La struttura  di cui sarà responsabile Luca Rinaudo è dotata di un sistema di videosorveglianza  e si entra con un badge.  All’interno un custode 24 ore al giorno. Costo dell’intervento di restauro seguito dall’architetto Giorgio Rossi : 60 mila euro finanziato con l’8x1000 della Diocesi.

Gli ospiti potranno essere segnalati dal Progetto Presidio della Caritas di Saluzzo o dallo sportello medico in corso Piemonte 63, ma anche dall’ospedale o dal Consorzio socio-assistenziale Monviso Solidale. I giovani di Saluzzo Migrante contribuiranno alle pulizie insieme agli ospiti, mentre una cooperativa di Fossano si occuperà del cambio della biancheria.

 

 

Vilma Brignone

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