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Attualità | 08 marzo 2019, 19:05

Allievi in tocco e tabarro per la festa di laurea all'Università di Scienze Gastronomiche

Al "Graduation Day" le parole di Carlin Petrini agli studenti: "Questa cerimonia segna un momento importante nella vostra vita. Ricordate sempre di coltivare l’empatia, è con quella che si costruisce, si fanno grandi imprese e si vive meglio"

Allievi in tocco e tabarro per la festa di laurea all'Università di Scienze Gastronomiche

Sono stati 39 gli studenti che nel pomeriggio di oggi, venerdì 8 marzo, hanno raggiunto l'agognato traguardo della laurea all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

La cornice della cerimonia di consegna dei diplomi è stata la chiesa di San Vittore, raggiunta in corteo dai ragazzi alle 15.30. Per l'occasione hanno indossato il tocco e il tradizionale tabarro di Langa, il rettore e i professori erano in toga e tocco, mentre il consiglio di amministrazione e il presidente dell’Unisg Carlo Petrini in tabarro.

A questo appuntamento non potevano mancare ospiti speciali che hanno offerto preziose testimonianze pertinenti il momento che veniva celebrato.
Il primo intervento, dopo quelli di rito del rettore e del presidente Unisg è stato di Roberto Moncalvo, presidente regionale di Coldiretti, seguito poi Catia Bastioli: "Bisogna saper abbandonare la propria 'comfort zone' – è stato il messaggio della manager, amministratore delegato di Novamont e presidente di Terna – e tenere a mente parole chiave come trasformare, rigenerare, contribuire. Occorre farlo con saggezza, conoscenza nell'uso dei mezzi tecnici e fiducia nelle persone".

Altrettanto significativa la testimonianza portata da Daniela Pirani, ex allieva e ora docente in Inghilterra, a Liverpool: "Il cibo non si apprende solo sui libri, bisogna farne esperienza. Studiare il cibo non è un privilegio, ma uno strumento per capire come cambia il mondo".

Nella scenografia della suggestiva chiesa pollentina le note dell’inno di Pollenzo ("Come poter dimenticare Pollenzo mia? Lontano da te ma dentro il cuore mio") ha preceduto la chiamata dei laureati (qui l'elenco completo, con provenienze e tesi discusse), con studenti provenienti per la maggior parte dall'Italia, con Piemonte e Lazio in testa, ma anche da Germania, Svizzera e persino dall’Australia.

"Vi consegniamo una generazione straordinaria", ha poi detto Petrini salutando famiglie arrivate da ogni dove per questo imperdibile momento. E rivolto ai ragazzi: "Questa cerimonia segna un momento importante nella vostra vita. Ricordate sempre di coltivare l’empatia. È l’empatia che costruisce, che fa fare grandi imprese e che fa vivere meglio. In Piemonte si dice: 'per quei quattro giorni che abbiamo da vivere è meglio essere generosi che taccagni, non prendersi nervoso e fare comunità'".

"Quando sarete inseriti nel mondo del lavoro – ha proseguito il presidente – ricordatevi di questa università non solo col cuore, ma anche nella generosità, per far sì che possa andare avanti e garantire sempre borse di studio. Sempre in Piemonte diciamo che 'poco è poco, ma niente è troppo poco'", si è ancora raccomandato Petrini prima di spiegare che "l’anno prossimo vogliamo dare la possibilità agli studenti africani di poter andare a fare impresa nei loro luoghi di origine. Dovranno avere dei lavori dignitosi nei loro Paesi e nel loro continente".

Poi una battuta sulla celebrità televisiva guadagnata dalla cucina ("Molti programmi del cibo sono pornografia alimentare, e i giovani devono essere per la gastronomia, quella vera") e, più serio, un accorato appello su un tema di grande attualità: "Grazie all'iniziativa di una ragazzina svedese i giovani di mezzo mondo si accingono a scendere in piazza per dire basta alla distruzione dell'ambiente. Ma il cambiamento climatico è fortemente determinato dalla materia alimentare".

Grandi applausi e acclamazione finale per il presidente, che annunciato l'ultimo canto a lui caro ha invitato tutti ad accompagnarlo mentre commosso intonava il ritornello di "Cielito lindo".

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