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Ambiente e Natura | 14 novembre 2019, 14:16

Dubbi e contestazioni dei cittadini sul biodigestore a Borgo San Dalmazzo: "Abbiamo già dato per 50 anni. Chi garantisce che non torneranno i cattivi odori?”

Ieri sera, mercoledì 13 novembre, partecipato incontro nel quartiere Gesù Lavoratore. Vertici ACSR hanno presentato il progetto di ammodernamento dell’impianto di compostaggio di località San Nicolao. Il sindaco Beretta: "Smentisco in modo categorico che arriveranno rifiuti da Piemonte e Liguria. Questo diventerà il centro di compostaggio pubblico della Granda. Se non lo facciamo oggi, dove porteremo i rifiuti organici fra dieci anni? È un progetto che guarda al futuro e alle nuove generazioni”

Dubbi e contestazioni dei cittadini sul biodigestore a Borgo San Dalmazzo: "Abbiamo già dato per 50 anni. Chi garantisce che non torneranno i cattivi odori?”

L'incontro di ieri sera a Borgo San Dalmazzo sul biodigestore ha dimostrato quanto poco siano informati i cittadini sulla questione ma anche quanto vorrebbero capirne di più. Dopo la presentazione da parte dei vertici di ACSR (Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti) del progetto di ammodernamento dell’impianto di compostaggio che sorgerebbe in località San Nicolao, molte sono state le critiche, le rimostranze e le richieste di chiarimenti da parte degli intervenuti.

Nella sala del condominio La Piazzetta in tanti sono rimasti in piedi: c'erano semplici cittadini, ma anche sindaci dei territori limitrofi, amministratori e rappresentanti di associazioni ambientaliste.

IL PROGETTO

A spiegare il progetto di riqualificazione tecnologica dell'impianto di compostaggio esistente con produzione di biometano sono stati l'amministratore unico di ACSR Maurizio Pezzoli, il direttore ACSR Marcella Berta e il vicedirettore ACSR Cristiana Giraudo.

Il concetto portante del loro intervento: “I rifiuti sono una risorsa”.

L'impianto dovrà passare dalla gestione di 10.500 tonnellate annue di rifiuto organico differenziato e 7.600 di sfalci del verde a, rispettivamente, 35mila e 10mila tonnellate per assicurare una produzione di biometano di 2.200 tonnellate annue (30.800 Mwh/anno) attraverso il processo di digestione anaerobica. Gli scarti andrebbero a raddoppiare: da 1.500 tonnellate/annue a 3600 tonnellate/annue. La produzione di compost passerebbe da 4.500 a 11.000 tonnellate all'anno.

 

Per lasciare spazio al biodigestore, si dovrebbe rinunciare alla sezione plastica e carta.

Il rifiuto organico dovrebbe arrivare dal resto della Provincia, dunque dagli altri tre consorzi. Il costo: 13,4 milioni.

“Stiamo sottoponendo all'assemblea ACSR e all'opinione pubblica questo progetto potenziale che può solo migliorare – ha dichiarato Pezzoli -. Produrremo biometano dall'organico. Già adesso questo rifiuto c'è e viene lavorato. Si punta a lavorarci in modo diverso, possibilmente con ritorno economico e a cascata”.

L'ing. Cristiana Giraudo ha spiegato motivazioni e vantaggi del biodigestore: “C'è un vantaggio ambientale ed economico. Andare a modificare l'impianto aerobico in anaerobico riduce impatti sull'ambiente. Senza contare la produzione di energia rinnovabile che attualmente risulta dispersa.
Inoltre il decreto biometano ha dato certezza sugli incentivi. Ci sarebbe una riduzione complessiva dei rifiuti perché il compost è un vero e proprio prodotto.  Ma soprattutto una riduzione di emissioni e odori”.


Lavorare in anaerobico (in assenza di ossigeno) prevede un pretrattamento della sezione organica che consenta di allontanare i rifiuti indesiderati. Dopodiché si passerebbe alla digestione anaerobica (in edificio chiuso) da cui si ottiene il digestato (che andrà ad essere miscelato con legno e verde per creare il compost) e il biogas. Per creare il biometano sarà necessario un ulteriore processo di 'upgrading' per togliere la parte ancora presente di CO2.

Il biodigestore sorgerebbe vicino al bacino di compostaggio esistente, andando a impermeabilizzare 2400 metri quadri di terreno (rettangolo giallo in foto). Il processo di upgrading invece avverrebbe sull'altipiano, al posto degli impianti Marcopolo, attualmente in dismissione (rettangolo azzurro in foto).

Sarebbe minimo anche l'impatto su mobilità e traffico: dagli attuali 80 mezzi al giorno (il 3,3% del traffico totale sulla SP3), a seguito della riqualificazione del digestore scenderebbero a 60 (2,5% del traffico totale sulla SP3). Il tonnellaggio aggiuntivo di rifiuti da approvvigionare all'impianto si risolverebbe, poi, con l'aumento di “soli” quattro mezzi al giorno.

Il presidente ATO Cuneo Elio Allario ha spiegato le motivazioni che hanno spinto a deliberare in favore del progetto del biodigestore: “Proprio in vista delle future nuove competenze dell'ATO regionale sugli impianti di compostaggio l'assemblea AAC lo scorso 29 marzo ha approvato la proposta di ACSR valutando l'impianto di digestione anaerobica per la produzione di biometano, derivante dalla frazione umida raccolta in modo differenziato, proposto da ACSR S.p.A. idoneo a soddisfare le esigenze di recupero della FORSU a livello territoriale provinciale e approva la proposta di realizzazione e di gestione del medesimo nei suoi contenuti essenziali, demandando ai futuri approfondimenti tecnici ed economico-finanziari lo sviluppo degli aspetti attuativi. Ciò, anche, alla luce della normativa nazionale vigente che incentiva, sulla base delle Direttive Europee, l'uso di energia da fonti rinnovabili”.

“Lunico impianto pronto è quello di Borgo. La questione è stata valutata lo scorso anno durante un convegno di Acsr e Comune all'Auditorium”, ha concluso Allario.

E proprio sulle sue parole si sono levati cori di fischi dal pubblico.

LE CRITICHE AL PROGETTO

L'assessore all'Agricoltura di Borgo San Dalmazzo Mauro Fantino: “Questo impianto funziona solo se ci sono i rifiuti organici di tutta la provincia. Come convinciamo gli altri consorzi a farlo? Non è che Alba preferirebbe portare tutto ad Asti? Dal 2008 l'impianto di San Nicolao non puzza più, perché dobbiamo andare a riaprirlo? Stiamo prospettando ai nostri figli e nipoti quello che abbiamo vissuto noi, puzza continua e problemi. Non capisco la necessità di questo progetto. È come avere una lavatrice da 5 kg che funziona bene, per cambiarla con una da 20 kg per lavare i panni di tutto il vicinato, senza sapere se il vicinato vuole portare i panni da noi”.

Le grida dal pubblico:
“Noi abbiamo già dato per 50 anni, il biodigestore se lo prenda qualcun altro”. “Manca un contradditorio tecnico!” “Quali vantaggi effettivi avrebbero i cittadini di Borgo che si accollano il biodigestore?” “Quanto peserebbe sulle nostre tasche?” “Chi ci garantisce che non torneranno i cattivi odori?” “Carta e plastica dove si mandano? Ci sarà un aumento sulle tasse per questo?” “Pensate alla questione salute, o si ragiona solo per incentivi pubblici?!”.

L'ex consigliere Ettore Zauli prima ha attaccato l'amministrazione: “Nel vostro programma elettorale avevate parlato di delocalizzazione della discarica e non ampliamento. C'è un po' di differenza!”. Poi ha fatto domande ai tecnici ACSR: “Tutto il compost che andrete a produrre che fine farà, visto che non riuscite a piazzare quello attuale? Con il procedimento anaerobico si produce ammoniaca e acido solforico che puzzano; come contenere questi odori? Ho foto satellitari della discarica dal 2012 a oggi: ci sono solo rovi e pochi ripristini ambientali; perché non implementate il rimboschimento?”

La deputata Chiara Gribaudo: “Possibile che la decisione di realizzare un impianto da 14milioni di euro, sia stata presa in un convegno? Come emerso dai tanti interventi, ci sono molti dubbi. Borgo ha già dato tanto, e gli incentivi vanno ad esaurimento. Inoltre l'impianto a Borgo non è centrale in logica provinciale. Ragioniamo con più calma. Qui si corre senza considerare le istanze dei cittadini. Facciamo una riflessione a livello amministrativo. Se i rifiuti arrivano da fuori, la società non sarà più 'in house'. La problematica è aperta. Stasera non esco confortata e tranquilla. Quale il vantaggio certo per Borgo? Vi invito a fermarvi e riflettere. Mi sembra un progetto ambizioso ma pericoloso”.

LE RISPOSTE DI ACSR 

L'ing. Cristiana Giraudo ha risposto sul compost: “Produciamo compost di qualità dal 2007. Non è vero che facciamo fatica a distribuirlo. In mezza giornata gli agricoltori lo finiscono perché vengono a ritirarlo gratuitamente. Non lo vendiamo perché non abbiamo spazio per stoccare. Per di più il vantaggio non è il costo (5 euro a tonnellata), ma il fatto che si genera un prodotto da un rifiuto”.

Il direttore ACSR Marcella Berta ha risposto sugli odori: “Il fatto che ci sia più rifiuto non peggiora la situazione, il sistema anaerobico infatti migliora la questione odori”.

L'amministratore unico di ACSR Maurizio Pezzoli risponde sulla collaborazione con gli altri consorzi: “Puntiamo sull'economia di scala. Con gli altri consorzi dobbiamo collaborare. Prendiamo il loro organico e magari altri prendono la carta e la plastica”

LA RISPOSTA DELL'AMMINISTRAZIONE

Il sindaco Gian Paolo Beretta: “Abbiamo già fatto un incontro un anno fa, poi incontri con associazioni ambientaliste e di categoria. Smentisco in modo categorico che arriveranno rifiuti da Piemonte e Liguria. Non c'è impianto di compostaggio pubblico in provincia di Cuneo. Questo diventerà il centro di compostaggio pubblico della Granda. Si tratta di un ammodernamento e non di un ampliamento della discarica. Se non lo facciamo oggi, dove porteremo i rifiuti organici fra dieci anni? È un progetto che guarda al futuro e alle nuove generazioni”.

cristina mazzariello

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