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Cronaca | 29 gennaio 2020, 15:30

Per l’ex sindaco di Roburent a processo l’accusa chiede la condanna per falso

Per le presunte irregolarità negli affidamenti di alcuni appalti alla cooperativa dell’ex primo cittadino richieste di condanne anche per gli altri quattro coimputati

Il municipio di Roburent

Il municipio di Roburent

Sono arrivate oggi le richieste del pm Alberto Braghin per l’ex sindaco di Roburent Bruno Vallepiano e gli altri quattro imputati accusati di aver commesso vari illeciti negli affidamenti di alcuni appalti e nell'adozione di taluni provvedimenti nei quali sarebbe stata coinvolta la cooperativa RoburCoop , presieduta fino al 2003 da Vallepiano, che attualmente è socio-lavoratore.

Per Vallepiano chiesti 1 anno e 9 mesi di reclusione per  falso in atto pubblico con riferimento alla delibera di Giunta con la quale, il 18 dicembre 2013, veniva modificato il contratto degli impianti sciistici che prevedeva il pagamento di un affitto forfettario di 10 mila euro annui da parte dell’aggiudicataria RoburCoop, che secondo l’accusa sarebbe stato “economicamente penalizzante”.

Per la stessa questione della delibera del dicembre 2013 chiesti, per il reato di falso in atto pubblico in concorso, 1 anno e 6 mesi per l’ex segretario L. F., 2 anni per U.G., già capo dell’ufficio tecnico, e 1 anno per E.G., ex vice sindaco.

Richiesta anche la condanna a 8 mesi per l’impiegata R. R. per falsità materiale in concorso con l’allora sindaco, perché nel maggio 2015 avrebbe firmato illecitamente al posto del sindaco un’ordinanza con il divieto per la popolazione di consumare l’acqua perché inquinata.

Il pm ha chiesto altresì l’assoluzione per tutti gli imputati in capo agli altri reati contestati, che riguardavano alcune delibere relative agli affidamenti di appalti con concessione diretta per la manutenzione delle aree verdi, e l’affitto per una cifra “simbolica” di 250 euro all’anno di un locale di proprietà del Comune per la sede della cooperativa.

I difensori hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti. L’avvocato Adalberto Pasi per la ragioniera R.R. accusata di falsità materiale: “Agì in stato di necessità. Dopo aver ricevuto la segnalazione da parte dell’ASL sulla non potabilità dell’acqua ritenne di dover agire con urgenza per evitare conseguenze per la salute pubblica, firmando l’ordinanza in assenza del sindaco”.

Sulla richiesta di assoluzione si è associato il legale di Vallepiano, l’avvocato Fabrizio Drago, sia con riguardo all’ordinanza sull’acqua non potabile che per la delibera del dicembre 2013: “Era di competenza del segretario comunale e non del sindaco”.

L’avvocato Stefano Barzelloni per U.G. accusato di abuso d’ufficio e falso: “Era il tecnico comunale, ma capitava che facesse un po’ di tutto. Era un semplice esecutore, ha sempre agito solo per il bene del Comune, senza l’intenzione di favorire nessuno, tanto meno Vallepiano”.

Per l’ex segretario comunale L.F. accusata di falsità materiale e ideologica in atto pubblico, il suo avvocato Alberto Leone: “Il reato non c’è. Il giorno della riunione di giunta del dicembre 2013 Vallepiano poteva partecipare e votare. Ma non fu lei a firmare la delibera”. Chi l’aveva firmata fu invece l’ex vice sindaco E. G.: “Lo chiamarono e gli fecero siglare il documento, lui non sapeva neppure cosa stesse sottoscrivendo”.

Repliche e sentenza rinviati al 12 febbraio.



Monica Bruna

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