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Attualità | 23 marzo 2010, 17:56

Saluzzo: serata sul testamento alla conviviale del Rotary

Saluzzo: serata sul testamento alla conviviale del Rotary

‘Testamento, trionfo della libertà’ è stato il tema della conviviale del Rotary Club Saluzzo di ieri sera. Relatore dell’interessante materia è stato il notaio saluzzese Elio Quaglia socio del sodalizio presieduto dal dottor Santo Alfonzo. Ed è stato proprio il presidente ad introdurre la serata recitando, ovviamente in lingua siciliana, la poesia ‘Lu testamentu’ scritta dal poeta bagherese Ignazio Buttitta scomparso nel 1997. La lezione del notaio Quaglia si è concentrata principalmente sul testamento olografo che con oltre il 90 per cento è la forma di testamento più diffusa. Il notaio ne ha dato innanzitutto una definizione lessicale ricordando che il termine ‘olografo’ deriva dal greco “olos che significa tutto e grafo che significa scritto” e che sta quindi a significare che il documento deve essere interamente scritto di pugno del testatore. È stato fatto riferimento anche a quella sorta di pudore o timore che accompagna sempre la stesura dell’atto che, erroneamente, viene immaginato come ultima cosa da fare prima di passare a miglior vita. “È un errore – ha sostenuto il notaio Quaglia – non predisporre un semplice testamento olografo. Va fatto per tempo, nel pieno possesso delle facoltà e modificato se serve annullando o integrando il precedente atto”.

 

Provocando stupore, il notaio saluzzese ha poi ricordato che redigere un “testamento olografo non costa nulla anche nel caso ci si rivolga per una consulenza ad un notaio. Si tratta di una pratica totalmente gratuita”. Non è fondamentale neppure dove il testamento viene materialmente scritto. Sono state ricordate alcune stranezze successe che però non hanno invalidato l’atto. “Ho memoria – ha detto il dottor Quaglia – di testamenti scritti su un santino, su una lavatrice, addirittura su un masso in montagna quando un alpinista ferito scrisse le ultime volontà proprio su una grossa pietra”. Infatti, e questa è stata anche una novità emersa dalla serata, il testamento olografo può essere scritto su qualsiasi pezzo di carta e di qualsiasi qualità, dimensione e colore. Non è neppure necessario che sia proprio carta, può essere stoffa, legno o altro materiale sufficientemente durevole. Può essere scritto anche su marmo o pietra, ma non può però essere scolpito, perché perderebbe le caratteristiche delle calligrafia del testatore. È stato ricordato anche che il testatore non è obbligato a comunicare a nessuno di avere fatto un testamento olografo e che lo stesso può essere conservato a cura del testatore oppure consegnato in deposito fiduciario a persona di fiducia o ad un notaio. Alla fine dell’interessantissima relazione ci sono state molte domande e interventi in un continuo intreccio tra ricordi ed esperienze professionali tra il notaio ed i molti avvocati presenti alla serata.

 

 

In foto il notaio Elio Quaglia e il presidente del Rotary Club Santo Alfonzo

Gi.Fe.

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