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Attualità | 15 novembre 2010, 17:44

A Carrù, dopo molte polemiche, è tornato in piazza il Sole delle Alpi

Il quartier generale della Lega Nord cuneese difende la scelta dell'amministrazione carruccese guidata da Stefania Ieriti

A Carrù, dopo molte polemiche, è tornato in piazza il Sole delle Alpi

Domenica mattina a Carrù a scoprire il Sole delle Alpi ricollocato ai piedi del monumento dedicato al bue erano presenti il primo cittadino Stefania Ieriti, l’ex sindaco Leonardo Restagno, il Segretario Provinciale Lega Nord Stefano Isaia e l’Assessore Regionale Claudio Sacchetto.

Il Segretario della Sezione Lega Nord di Carrù riassume la travagliata storia di questo monumento, ricordando che: “il Sole delle alpi, collocato ai piedi del monumento nel 2002 dall’allora Amministrazione Restagno, fu rimosso dalla successiva amministrazione sebbene la magistratura si fosse pronunciata in proposito affermando che quel simbolo poteva tranquillamente rimanere sul suolo pubblico in quanto già utilizzato da Egizi e Celti”. Stefan Ieriti, Sindaco di Carrù, ha osservato che “ricollocare il sole delle Alpi che testimonia le origini di Carrù è una giusta ricompensa all’Amministrazione Restagno”.

Il Segretario Provinciale Lega Nord Isaia Stefano ricorda che il Sole delle Alpi è “un simbolo della ruralità appartenente alla tradizione celtica, numerose testimonianze si ritrovano infatti ancor’oggi su capitelli ed edifici costruiti in secoli risalenti, a Saluzzo, in Valle Infernotto e in molte altre zone del cuneese. Una testata giornalistica locale nel 2005 al termine del mandato dell’amministrazione Restagno intitolava "Il tramonto del sole della Lega", in qualità di rappresentante del Movimento a livello provinciale oggi sono fiero di veder nuovamente risplendere il sole delle alpi a Carrù e nella Provincia Granda”.

Interviene in proposito anche il Consigliere Regionale Federico Gregorio: “Il “sole delle alpi” o “fiore delle alpi” dir si voglia è un simbolo storico, usatissimo da secoli nell'area celtica e non solo. Quindi al collega e compaesano Mino Taricco, e a tutti coloro che sono contrari alla giusta decisione dell'amministrazione carrucese, voglio dare un consiglio. Armatevi di martello e scalpello ed iniziate a risalire a piedi le nostre vallate, in particolare la valle Varaita, fermandovi ad ogni casa, pilone, chiesa o monumento per estirpare questo simbolo millenario che, tra le sue colpe, ha quella di essere anche un simbolo di partito. Sarebbe anche il caso di suonare il campanello a tutte le case, in quanto il simbolo incriminato è presente in quasi tutte le case, scolpito su se sedie, credenze e tavoli. Vi suggeriamo di effettuare questa via crucis nelle vacanze di Natale, in quanto in vallata ci sono anche molte seconde case e nelle feste è più facile trovare qualcuno”.

Chiude le riflessioni l’Assessore Regionale Claudio Sacchetto, il quale, oltre a condividere quanto affermato in precedenza, tiene a evidenziare che “ci sono amministratori locali, come quello di Carrù, che sanno lavorare e compiere le proprie scelte restando al di sopra della diatriba politica e dei preconcetti che l’accompagnano”.

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