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Attualità | 10 marzo 2011, 13:57

A Fossano un confronto tra sindacato e imprenditori per tentare di leggere nel prossimo futuro

Si è svolto ieri sera al castello degli Acaja: tra gli ospiti Giorgio Airaudo della Fiom-Cgil

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

Si è tenuto ieri sera, nella sala “G. Barbero” del castello degli Acaja a Fossano il convegno “Il nuovo modello di sindacato e le prospettive del settore manifatturiero in Piemonte”. E’ stata un’occasione per ascoltare i punti di vista di sindacati ed imprenditori, partendo dalla questione Fiat. Di assoluto prestigio il tavolo dei relatori: in rappresentanza delle parti sindacali Giorgio Airaudo (segreteria nazionale Fiom-Cgil) e Alfio Arcidiacono (segretario provinciale Fiom-Cgil); a rappresentare gli  imprenditori Luca Caramelli (Amministratore delegato “Bongioanni stampi”) e Enrico Castellano, già top manager anche per la Fiat ed imprenditore fossanese. Moderatore della serata il giornalista e caporedattore de La Stampa di Cuneo Gianni Martini.

Qual è il ruolo dei sindacati? Quale il nuovo modello e che prospettive ci sono nel settore manifatturiero in Piemonte e nella provincia di Cuneo? In sostanza questo il tema trattato. Giorgio Airaudo è stato il rappresentante della Fiom- Cgil che si è scontrato ed è in contatto a Torino con Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat. E’ stato lui a mantenere la linea per il “No” al referendum proposto ai dipendenti dell'industria automobilistica torinese sul nuovo contratto di lavoro. “Chiedere ad un lavoratore di scegliere se accettare un contratto non più nazionale, ma a misura dell’azienda, che lede i principali diritti o lasciare che la Fiat chiuda e vada all’estero - ha sottolineato Airaudi - non è una scelta libera, ma un ricatto”. Nel suo intervento il sindacalista ha sottolineato che il problema non è stato e non è lo scontro con Marchionne, ma la posizione dei politici italiani ed europei, sulla questione Fiat. “In qualsiasi Paese al mondo il governo prende una posizione se c’è in ballo il futuro dell’unica industria automobilistica del Paese - ha sottolineato il rappresentante della Fiom -. Il Governo italiano ha lasciato soli i lavoratori e sola la Fiat in questa decisione. La domanda cruciale non è la pausa di 10 minuti - ha continuato Airaudi - ma se ha senso che la Fiat rimanga in Italia e che ruolo deve svolgere e che futuro avrà”. La maggior parte delle auto acquistate in Italia sono prodotte in Polonia, la Fiat ha perso da tempo il proprio mercato europeo.

Più ottimista l’intervento di Alfio Arcidiacono che ha fornito dati sul settore manifatturiero dell’auto in provinciali Cuneo. “La nostra Provincia è stata per anni legata  come indotto alla Fiat - ha spiegato il segretario provinciale della Fiom - ma poi ha saputo rivolgersi ad altri mercati. Nella nostra provincia il settore si sta pian piano riprendendo. Nella “Granda” ci sono almeno tre medie o grandi industrie che non solo hanno ripreso l’aumento della produzione, ma assumono e stabilizzano i lavoratori interinali. Il ruolo del sindacato è di contrattare, che significa far presenti le esigenze e le istanze dei lavoratori, e di ascoltare quelle della controparte per arrivare ad un accordo” .

La posizione degli imprenditori non è stata in contrapposizione con il ruolo delle organizzazioni sindacali. “Il problema dell’insediamento delle attività produttive - ha spiegato Caramelli - non è incentrato su chi ha la proprietà, ma sulle condizioni favorevoli. Sindacati e Imprenditori sono sulla stessa barca: troppa tassazione, troppa burocrazia, pochi incentivi all’innovazione”. Enrico Castellano ha posto l’accento sulla fuga di cervelli e competenze dall’Italia all’estero ed ha fatto un analisi sul ruolo statico della Fiat fino alla morte dell’avvocato Gianni Agnelli. “Marchionne ha voluto stravolgere un sistema vecchio. Può piacere come no, ma la Fiat ha perso negli anni sempre più mercato. Per il rilancio ci vuole tecnologia, innovazione, competenza ed ovviamente degli imprenditori disposti a rischiare” - ha concluso.

Antonella Balocco

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