/ Al Direttore

Che tempo fa

Al Direttore | 10 maggio 2011, 09:26

Sulla Resistenza non occorre la bussola per cercare la verità, basta leggere qualche buon libro

Il lettore Luciano Bottero in risposta ad una lettera della signora Mansovino

Sulla Resistenza non occorre la bussola per cercare la verità, basta leggere qualche buon libro

Signora Mansovino,

chiunque può esprimere un'opinione, che sia un politico di professione o meno, e lei stessa lo ha fatto con questa sua lettera; piu' che un attacco alla parte avversa, l'intervento di Borgna mi è sembrata una giusta e puntuale risposta alle dichiarazioni bislacche e qualunquiste della signora Gancia. Proprio la forma di queste dichiarazioni mi fa molto dubitare della qualità della biblioteca della signora Gancia, visto che esiste una vasta letteratura sulla Resistenza che cita i documenti ufficiali del CLN durante tutto il periodo fra il settembre del'43 e l'aprile del '45, dove sono riportate precise direttive sul comportamento che dovevano tenere i partigiani anche nei confronti di chi fra loro si macchiava di atti di banditismo, puniti anche con la fucilazione. 

Dunque non c'e' bisogno della bussola per cercare la verita', basta leggersi qualche libro di sicura affidabilita' e autorevolezza (Nuto Revelli, per fare un esempio, ma anche la letteratura alta di Fenoglio o Meneghello), dove sono riportati anche questi spiacevoli fatti. Gli episodi di razzia e banditismo all'interno della Resistenza sono stati un'eccezione, episodi marginali, mentre le angherie e le sopraffazioni da parte dei nazifascisti, specie fra il '43 e il '45, sono stati la regola, la pratica sistematica e pianificata del terrore.

Per quel che riguarda "le schioppettate sparate a tradimento mentre i tedeschi si ritiravano", sono dovute soprattutto ai partigiani dell'ultima ora, quelli che si sono manifestati tali negli ultimi giorni d'aprile per riscattare magari i propri trascorsi fascisti, perche' quelli regolari seguivano le precise direttive del CLN e dei loro comandanti; i fascisti e i tedeschi hanno fatto ben di peggio che qualche 'schioppettata' mentre si ritiravano, compiendo gravissimi atti inutili e criminali. 

La lettera della signora Laura Mansovino e piu' ancora le dichiarazioni della signora Gancia sono perfettamente inserite nel contesto di un movimento d'opinione che si fa sempre piu' strada, basato su dichiarazioni prive di fondamento, il cui scopo dichiarato e' di delegittimare il ruolo della Resistenza come atto principale della costruzione della Repubblica Italiana. Si vuole far passare l'idea che la Resistenza sia stata un'accozaglia di avventurieri e banditi, quando invece c'era tutta una organizzazione controllata da un Comitato di Liberazione Nazionale, che agiva in accordo con gli alleati; e se penso che molto di questo e' partito da qui, da Cuneo, con Duccio Galimberti e la prima formazione partigiana, provo ancora piu' rabbia. 

Benche' ne dica la signora Mansovino, il fatto che ci sia stata la Resistenza e' stato di fondamentale importanza alla fine della guerra, al tavolo degli accordi, per la definizione dei confini nazionali e per l'indipendenza stessa dell'Italia. Che poi la Resistenza non abbia conseguito dei grandi obiettivi bellici ha poca importanza, non era certo questo lo scopo; a un movimento di guerriglia, piu' o meno esiguo, importa di provocare e arrivare all'insurrezione popolare.  

E per concludere "che fine hanno fatto le pur nobili istanze della Resistenza nell’Italia del dopoguerra"? Hanno fatto una brutta fine, visto che purtroppo non c'e' stata una drastica epurazione delle figure, poste anche ai vertici dell'amministrazione dello Stato, gravemente compromesse con il fascismo; le conseguenze di questo le abbiamo viste dal 1948 fino ai giorni nostri. 

Quindi appoggio l'intervento di Borgna nei confronti della signora Gancia; si deve rispondere colpo su colpo a queste provocazioni e sono contento anche ogni qualvolta questo accade in consiglio comunale e provinciale.

Luciano Bottero, un lettore

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium