Non lasciamo morire l'aeroporto di Levaldigi. In sintesi, questo il succo dell'appello lanciato dai vertici del PdL cuneese, in vista dell'imminente assemblea degli azionisti che di qui a breve si riunirà presso lo scalo, sede della Geac, società di gestione di Olmpica.
"Siamo convinti che non si possa rinunciare ai servizi dell'aerostazione per una serie di motivi ben evidenti - sostiene Enrico Costa nel comunicato - In primo luogo ci sono le ricadute economiche e logistiche, che hanno un peso ben definito in zona. Inoltre, un patrimonio del genere non può essere cancellato e ancor meno ridimensionato, stante anche la volontà, più volte ribadita, dell’amministrazione regionale che punterebbe ad introdurre un unico sistema aeroportuale in Piemonte".
Costa puntualizza come l'integrazione con Caselle significherebbe far diventare Levaldigi non l'aeroporto alternativo a Caselle, ma una vera e propria seconda pista dello scalo torinese.
Il capitolo più difficile resta la situazione debitoria in cui versa Olimpica: Costa, però, appare fiducioso: "Negli ultimi anni c'è stato un grande attivismo da parte dei vertici della Geac, che ha permesso il progressivo abbassamento della soglia debitoria e innalzato il livello dell'operatività fino ai più recenti e lusinghieri risultati, a riprova del fatto che Levaldigi non è una cattedrale nel deserto, ma un elemento estremamente importante per il nostro tessuto economico".
Concludendo con l'appello rivolto ai soci: "Li esorto a riunirsi nelle prossime ore per confrontarsi costruttivamente sulle strategie da scegliere e per individuare un percorso condiviso da imboccare al fine di garantire il miglioramento degli attuali standard di servizio dell'aeroporto della Granda".













