Nel 2011 i casi di codice bianco erano il 3,9% (1.587) del totale; oggi la fetta di coloro che si rivolgono al Pronto Soccorso per lievi malori rappresenta il 7% (763). I dati stupiscono ancora di più se si guardano i codici verdi: nel 2011 erano 33.957 (84%); nei primi mesi del 2012 si parla di 8.810 episodi e dell’81%. I punti in graduatoria persi dai codici verdi (-3%) sono stati acquisiti dai codici bianchi (+3,1%). Per quanto riguarda le situazioni più gravi, i codici gialli e rossi, la statistica dice che nell’anno corrente solo il 12% (1% rossi e 11% gialli) delle persone che sono state ricoverate al Pronto Soccorso si trovavano in pericolo di vita ed avevano bisogno di cure immediate a causa di una criticità medio-alta.
Giorgio Nova, direttore della Struttura Complessa di Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza e Pronto Soccorso di Savigliano, ha asserito: “Rispetto all’anno 2010 si è avuto un incremento di circa 1000 passaggi e già quest’anno l’iter si dimostra ulteriormente in crescita. Il trend è in aumento su tutto il territorio nazionale nonostante spesso si leggano sui media notizie di situazioni di disagio ed attese importanti da parte di alcuni pazienti. Il pronto soccorso per sua definizione non può mai esimersi dall’accettare qualsiasi persona che si presenti e lamenti problemi di salute per cui è soggetto da una parte a problemi epidemiologici (epidemie piccole o grandi, stagionalità …), dall’altra alla maggiore o minore educazione sanitaria dell’utenza che invece può, cioè dovrebbe, rivolgersi al medico curante per tutte le problematiche connesse al codice bianco e per molte (certamente non tutte) di quelle connesse col codice verde.”
Nova ha aggiunto: “Il pagamento del ticket, spesso poi non dovuto per le esenzioni, non riesce ad essere un deterrente se non in tempi iniziali ravvicinati cronologicamente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi in materia (o analoghi). Personalmente non penso che, in tempi brevi, si possa invertire la tendenza. Certamente possono essere utili i recenti provvedimenti a favore della nascita dei centri di assistenza primaria, ma resterà sempre invariata la realtà di un luogo che ha a disposizione una possibilità diagnostica e terapeutica molto potente e quindi, anche se a prezzo di molte ore di attesa, è in grado di fornire in tempi ancora contenuti una pronta risposta al bisogno del soggetto.”

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